Gazzetta del Mezzogiono, sciopero a oltranza

I giornalisti non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di novembre, per effetto del sequestro (per mafia) dei beni dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo

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A partire da domenica 3 marzo La Gazzetta del Mezzogiorno, storico quotidiano di Bari e di Puglia e Basilicata, non sarà in edicola: una scelta, quella votata dall’assemblea dei giornalisti che hanno proclamato lo sciopero a oltranza, causata dalla persistente assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari sul pagamento degli stipendi e dei versamenti previdenziali arretrati, nonché sulle incertezze del futuro della testata. Una situazione che si trascina ormai da mesi, sin da quando il 24 settembre scorso, il tribunale di Catania ha sottoposto a sequestro le quote societarie dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, azionista di maggioranza (70%) della Edisud Spa società editrice del quotidiano che vanta oltre 131 anni di storia. L’ultimo stipendio corrisposto ai lavoratori della Gazzetta risale allo scorso mese di novembre, poi nulla più. “Acconti elargiti a mo’ di mance e, soprattutto, né buste paga, né altri giustificativi, ma solo tanto silenzio. Un silenzio assordante da parte di tutti”, denunciano i giornalisti in una lettera pubblicata sul sito del quotidiano.