Giornalisti, parte da Salerno la sfida contro “Tagli e bavagli”

Inaugurata la sede del Sindacato Unitario e riaffermato l'impegno a presidiare la libertà di stampa soprattutto in relazione alla vertenza del personale de "la Città" in cassa integrazione dopo lo scippo della testata da parte della proprietà

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Giuseppe Giulietti, Claudio Silvestri e Clemy De Maio inaugurano la nuova sede del Sindacato Unitario Giornalisti di Salerno

Il presidente nazionale della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha inaugurato questo pomeriggio a Salerno la sede del Sindacato unitario dei giornalisti, insieme alla segretaria provinciale Clemy De Maio e a Claudio Silvestri, segretario regionale del Sugc. Una nuova casa non solo per i giornalisti ma in generale per l’articolo 21 della Costituzione, come ha sottolineato Giulietti. Una casa condivisa con l’associazione Manden presieduta da Grazia Biondi, che ha nello statuto la tutela dei diritti civili e della legalità e che ha deciso di dare ospitalità al sindacato dei giornalisti, in uno dei momenti più difficili per la categoria. La sede è in corso Garibaldi 194 e si candida a divenire col tempo un punto di riferimento sia per i servizi agli iscritti che per il confronto e per la tutela dei diritti e delle regole. “Questo è il sindacato di tutti, non solo dei dipendenti – ha sottolineato Silvestri – Le nostre parole d’ordine sono legalità e traspaenza”.
Proprio da Salerno, oltre che in mattinata da Benevento, è partita ieri la campagna nazionale “Tagli e bavagli”, contro i tagli all’editoria e le querele temerarie. Di questi temi, e della tutela della fonti, il presidente Giulietti parlerà domani al Consiglio superiore della magistratura, dove porterà anche il caso del quotidiano “la Città” di Salerno, che gli editori hanno chiuso e riaperto con la stessa testata e lo stesso direttore ma con altri giornalisti. “Nella vicenda della Città ci sono profili non trasparenti – ha detto Giulietti – Ci sono regole sancite dalla legislazione, di cui bisogna chiedere il rispetto. Sappiamo che su questa storia si è conclusa l’istruttoria dell’Agcom, chiediamo alla magistratura di fare le sue valutazioni. Noi non siamo magistrati, non spetta a noi giudicare, ma è necessario che una risposta arrivi in tempi brevi. Su questa vicenda non si può disertare”.