Giornata mondiale della prematurità, momento di festa e riflessione

Nel mondo, l’Organizzazione mondiale della sanità calcola che ogni anno nascono circa 15 milioni di pretermine. Al Moscati di Avellino una giornata di incontro con le famiglie e i bambini conosciuti e curati presso la TIN dell’ospedale

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Il 17 Novembre è la Giornata mondiale della prematurità. In Italia circa il 7% delle nuove nascite riguarda bambini e bambine pretermine, cioè nati prima delle 37 settimane di gestazione. Parliamo di 32 mila bambini ogni anno. Nel mondo, l’Organizzazione mondiale della sanità calcola che ogni anno nascono circa 15 milioni di prematuri.
Nel 2008, la EFCNI (Fondazione europea per la cura dei neonati), insieme ad una serie di associazioni europee di genitori, istituì questa Giornata. Successivamente, altre organizzazioni, la LittleBigSouls in Africa, la March of Dimes negli USA e la National Premmie Foundation in Australia si sono unite a questa celebrazione, giungendo ad interessare oltre 100 paesi.
Lo scopo principale di questa giornata è quello di evidenziare che i nati pretermine hanno bisogni specifici, i quali richiedono un’organizzazione sanitaria capace di affrontarli e di farlo in maniera tempestiva e duratura. Così come, i nati prematuri hanno bisogno di cure economicamente accessibili ai loro genitori.
In Italia, sono molte le strutture pubbliche e convenzionate dotate di terapie intensive neonatali (TIN) capaci di affrontare le esigenze di chi è nato prima di 37 settimane di gravidanza. In molti ospedali e cliniche, i reparti di terapia intensiva sono aperti molte ore al giorno, anche fino a 24 ore. Altre strutture stanno andando in questa direzione. Ciò che va rafforzato riguarda soprattutto l’insieme delle cure e dei controlli da fare nei primi anni di vita, il cosiddetto follow-up.
Non a caso, il 13 novembre scorso è stata presentata la prima indagine nazionale su questo tipo di servizi, condotta dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con la Società Italiana di Neonatologia e la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza. La necessità di tale rafforzamento è stata confermata.
Nel comunicato di sintesi dell’indagine, si legge che “il Follow-up risulta essere garantito nella maggior parte dei Centri Italiani fino ai 2-3 anni di vita”. Dato molto positivo, dunque. Tuttavia, considerando che i neonati prematuri hanno bisogno di un attento monitoraggio dello sviluppo, risulta problematico il fatto che solo il 22% delle TIN effettua i controlli ed esami necessari fino ai 6 anni, mentre questa continuità assistenziale e gli accertamenti ripetuti nel tempo fino all’età scolare sono fondamentali.
A queste necessità bisogna rispondere. E farlo ancora di più nelle regioni meridionali e in Campania, dove la situazione va migliorata in modo ulteriore. Molto si sta facendo. È il caso della Terapia Intensiva neonatale dell’ospedale Moscati di Avellino. Qui è dal mese di Aprile garantita l’apertura per l’intero pomeriggio fino a sera e l’obiettivo è di giungere a breve all’apertura 24 ore su 24. In modo da garantire la massima vicinanza genitori-bambini, che è fondamentale per il benessere di tutti.
Il gruppo di neonatologi composto dal direttore Sabino Moschella e da Adriana Rocco, Luigina Signoriello, Pasquale Boemio, Antonio Pellecchia e Gianni Spadea è orientato ad implementare tutto ciò che le linee guida internazionali prevedono per la cura dei prematuri. È un gruppo che, insieme all’intera equipe multiprofessionale della TIN, tende a garantire il meglio in termini di cura ai neonati e di vicinanza ai genitori. E per confermare questa solidarietà e comunanza di intenti ha organizzato una giornata di incontro con le famiglie, i bambini e le bambine conosciute e curate presso la TIN dell’ospedale Moscati proprio il giorno 17 Novembre, domenica mattina, per stare insieme e riconoscersi nel comune destino. Una giornata di festa e di riflessione. Una giornata importante. E necessaria.