Giovanni De Feo è l’Ambientalista del 2018

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Giovanni De Feo, docente di Ecologia industriale all’Università di Salerno, è l’ambientalista del 2018. Lo ha deciso la giuria del premio Luisa Minazzi, promosso da Legambiente e la Nuova Ecologia, insieme a un vasto comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato. Il premio è intitolato alla memoria dell’attivista piemontese tra i fondatori del circolo di Legambiente di Casale Monferrato, divenuta simbolo della lotta contro l’amianto e scomparsa nel 2010.
De Feo è stato premiato perché, secondo la giuria, è riuscito a divulgare in maniera semplice e convincente i principi della sostenibilità ambientale, rendendo comprensibile e desiderabile l’evoluzione verso la società low carbon. Il docente è riuscito nell’intento con un progetto educativo denominato Greenopoli,grazie al quale ha saputo raccontare anche ai giovanissimi concetti a volte molto complessi attraverso il web e incontri dal vivo a base di rap e narrazioni.
«Anche quest’anno il Premio è stata l’occasione per raccontare le storie di donne e uomini che s’impegnano, ciascuno a modo proprio, per il benessere della comunità, la diffusione del messaggio ambientale, l’innovazione d’impresa, la salvaguardia del territorio – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. Tutte storie di un’Italia capace e sensibile, di persone che in tanti modi diversi vogliono contribuire al cambiamento. Senza dimenticare che il Premio è intitolato a una donna simbolo di una delle battaglie più dure e importanti per il nostro Paese, quella contro l’amianto che, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92, continua a essere molto diffuso su tutto il territorio nazionale e continua a minacciare salute e ambiente. Anche la scelta di Casale Monferrato come luogo in cui si svolge il premio è importante. Qui dopo tanti anni si è conclusa la bonifica degli stabilimenti dell’Eternit e al loro posto è sorto un parco cittadino, a testimoniare che le battaglie per l’ambiente e la salute, anche le più difficili, si possono vincere».
La cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 7 dicembre, presso l’aula consiliare del Comune di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, città natale di Luisa Minazzi, a conclusione del Festival della virtù civica, che ha fatto da cornice a questo evento e realizzato dall’associazione Amici di Luisa insieme al Comune di Casale Monferrato e al Parco del Po, in collaborazione con Weleda, la media partnership de La Stampa – Tuttogreen e del bisettimanale Il Monferrato.
Gli otto finalisti del premio sono stati protagonisti in questi giorni del Festival di incontri con i cittadini e gli studenti del territorio per raccontare il loro impegno a favore della sostenibilità ambientale. Tutti sono stati insigniti di un premio speciale.
A Vincenzo Cordiano, ad esempio, è andato quello per l’impegno nella ricerca e nella denuncia di rischi ambientali per la salute. Specialista nel campo dei tumori del sangue e presidente per il Veneto di “Medici per l’ambiente – Isde Italia”. Il premio speciale per l’economia sociale e sostenibile è stato invece assegnato a Francesco Panella, di Genova, che da anni si dedica alla tutela delle api, animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici.
C’è poi Marcello Dondeynaz che si è aggiudicato il premio speciale per l’attivismo civico nella difesa e valorizzazione del territorio grazie alla sua battaglia, portata avanti insieme al comitato “Ripartire dalle cime bianche”, per lo sviluppo di un turismo dolce che tuteli e valorizzi le particolarità geologiche, paesaggistiche, naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali di un ampio vallone sul versante sud del Monte Rosa. A Guendalina Salimei, direttrice dello studio di architettura Tstudio, è stato, invece, assegnato il premio speciale per la capacità di produrre bellezza e consapevolezza nell’ambiente urbano per la progettazione in un’ottica comunitaria di Corviale, il palazzo lungo un chilometro edificato negli anni ’70 su via Portuense, a Roma, ancora oggi fra i simboli delle periferie difficili. Ancora, a Salvatore Gullì, Commissario Prefettizio di San Luca, comune dell’Aspromonte sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, è stato assegnato il premio speciale per l’impegno contro le mafie e a favore dell’ambiente. Infine, quest’anno tra gli otto finalisti c’erano anche due progetti: il progetto Vento che riguarda un piano cicloturistico italiano che punta a collegare Venezia a Torino per 700 km lungo il Po che si aggiudica il premio speciale per la valorizzazione del paesaggio e di stili di vita amici dell’ambiente. Una sfida lanciata 8 anni fa pensando che la rigenerazione territoriale si possa ottenere con opere leggere in grado di produrre lavoro nelle aree più fragili. Il secondo è il progetto Recup, a cui va il premio speciale del Comitato organizzatore, un servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati da donare a chi ne abbia bisogno. Oggi Recup è attivo in 10 mercati milanesi, con circa 30 volontari fra studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, cittadini italiani, europei, extracomunitari e apolidi.