«Non riesco a staccarmi da questo angolo di cielo: un luogo deputato all’estasi». Così Pier Paolo Pasolini, nel luglio del 1959, terminava il racconto del suo viaggio a Ravello, descritto con grande trasporto nel reportage “La lunga strada di Sabbia”, pubblicato in tre puntate dalla rivista “Successo”.
Al volante della sua Fiat Millecento, lo scrittore realizzò un vero e proprio racconto del paese, teso tra cambiamento e tradizione, vacanza borghese e residui di un dopoguerra difficile, e individuò il fenomeno nascente del turismo di massa, che colpirà le spiagge sin dagli anni Sessanta. Un testo di grande bellezza che continua a colpire per la sua profondità e poesia.
Dopo sessant’anni esatti da quel passaggio di forte impatto emotivo, la Città della Musica celebra il grande intellettuale, poeta, scrittore e regista, con un incontro dal titolo “Pasolini a Ravello. La letteratura di viaggio nel cuore del Mezzogiorno dimenticato”.
Giovedì 8 agosto, dalle 19, nel salotto-giardino dell’hotel Rufolo, ne discuteranno il giornalista Andrea Manzi, lo scrittore e poeta Rino Mele e lo storico del cinema Paolo Sapienza. Le conclusioni sono affidate al sociologo Domenico De Masi.
L’evento, promosso da “Il Vescovado” con il patrocinio dell’Assogiornalisti Cava de’ Tirreni-Costa d’Amalfi, sarà moderato da Emiliano Amato.
Non mancherà un approfondimento sul ritorno del poliedrico Pasolini a Ravello undici anni più tardi per le riprese di un episodio del suo “Decameron” (1971), che ebbe per protagonista il ravellese Vincenzo Amato (all’epoca giardiniere a Villa Rufolo).