Gli angeli del patrimonio culturale

Il recupero di opere d’arte trafugate e la tutela: storia di un’eccellenza italiana. In un volume tutti i risultati conseguiti dai carabinieri dello speciale Nucleo

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A novembre 2019 è stato pubblicato un volume dal titolo “La tutela del patrimonio culturale. Il modello italiano 1969-2019”, a cura di Simona Pasquinucci, con il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Il libro è stato pubblicato a Roma da De Luca Editori d’Arte, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione di questo speciale corpo militare di polizia per la lotta alla criminalità e ai reati legati al patrimonio culturale, nato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e trasferito poi presso il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, nato da una costola del primo. Il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, questo il suo nome in origine, nacque il 3 maggio 1969. I suoi uomini e donne sono gli angeli custodi della cultura e i loro successi sono sotto gli occhi di tutti. Con la sua istituzione, l’Italia si pose in testa a tutte le nazioni del mondo per la lotta senza quartiere contro i crimini legati alla cultura, ai beni culturali che sono testimonianze aventi valore di civiltà, di storia, di identità. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti della storia, ma il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) è più che mai vivo e vegeto e oggi opera quasi in ogni angolo del mondo in difesa della cultura e di ciò che meglio la rappresenta, appunto i beni culturali, questo tesoro che identifica e racchiude in sé l’opera degli uomini meglio di qualunque altro tipo di racconto. Il Comando Carabinieri TPC è tra gli Uffici di diretta collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. I Carabinieri TPC posseggono un’incomparabile e preziosissima banca dati dei beni culturali trafugati e un bollettino annuale, “arte in ostaggio”, che costituiscono un fiore all’occhiello per la ricerca delle opere d’arte e nel contempo controllano capillarmente anche le aste per la vendita delle opere d’arte e le attività degli antiquari. Altro settore di fondamentale importanza è la sorveglianza delle aree archeologiche, per il contrasto alle attività dei tombaroli, ed è tra le attività istituzionali che maggiormente impegnano i militari dell’Arma, in stretta sinergia e collaborazione con il personale del MiBACT, con gli studiosi di archeologia e con i direttori di musei, di siti e parchi archeologici. I Carabinieri TPC sono altresì impegnati nella lotta ai falsi d’arte, specie per la pittura e la scultura dell’età contemporanea, come pure offrono un valido supporto agli specialisti delle Soprintendenze nell’individuazione e restituzione di opere illecitamente esportate fuori dai confini nazionali, svolgendo tutte le indagini e i controlli necessari, caso per caso. Nella seconda parte del volume sono raccolte delle schede, decennio per decennio, dal 1969 al 2019, che narrano, con il supporto di immagini a colori, alcuni successi nel campo del recupero delle opere d’arte rubate. Non mancano i racconti di casi di furti clamorosi e di altrettanto importanti recuperi di opere che la cronaca ha sempre evidenziato, a ragione, con grandi titoli.
Nella prima parte del volume vi sono contributi introduttivi e testimonianze, sotto la forma di interviste, “Conversazioni sulla tutela per 50 anni di attività”, a personalità del mondo culturale, della Chiesa e di organismi internazionali per la tutela del patrimonio culturale (UNESCO), preceduti da un breve testo dell’attuale Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, e da una sobria ed efficace presentazione del volume da parte del Gen. C.A. Giovanni Nistri, attuale Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. La prima intervista-testimonianza è quella dell’archeologo Andrea Carandini. La seconda è quella del prof. Antonio Paolucci, storico dell’arte già soprintendente a Firenze, ex ministro per i Beni Culturali ed ex direttore dei Musei Vaticani che ricorda la collaborazione con Rodolfo Siviero e, con affetto, la collaborazione con i Carabinieri «fino dai tempi del mitico, mai dimenticato colonnello, poi generale, Conforti». Va ricordato che il compianto Gen. Roberto Conforti è di origini campane. Era nato a Serre, in provincia di Salerno, e resse il Comando Carabinieri TPC per lunghi anni, con grande professionalità, fermezza e umanità. La terza intervista è quella al Card. Gianfranco Ravasi, seguono poi quella al diplomatico italiano Antonio Zanardi Landi e a Irina Bokova dell’Unesco.