Gli attivisti grillini: “Il simbolo va ritirato”

0
303

La presenza di Giuseppe Conte in città, oltre a non aver fatto vibrare le corde del cuore dei salernitani, ha acuito i problemi all’interno dei 5 Stelle, problemi che fino alla presentazione delle liste non sembrano di facile soluzione.
Il movimento, infatti, con una scelta unilaterale e molto tardiva dei tre parlamentari salernitani Andrea Cioffi, Nicola Provenza e Angelo Tofalo, ha deciso di aderire alla coalizione che candida a sindaco la preside Elisabetta Barone (sostenuta da una folta pattuglia di deluchiani pentiti), senza alcuna elaborazione di base e soprattutto in contrapposizione con quanto più volte affermato nella lunga gestazione della campagna elettorale. Nessuna palese discontinuità con il continuismo deluchiano, così come sostiene la base degli attivisti del movimento che non demorde dal candidare a sindaco l’avvocatessa Simona Libera Scocozza, che ha già iniziato una campagna molto intensa e frontale contro il consolidato sistema di potere che regge il Comune di Salerno. Né la candidata né gli attivisti si sono presentati all’incontro con Conte, nonostante invitati da uno dei parlamentari nel tentativo estremo di procedere a una sofferta ricucitura in extremis, il che lascia presagire un clima da resa dei conti. “Ci teniamo a sottolineare che non siamo intervenuti – hanno spiegato gli esponenti della base grillina – perché Giuseppe Conte è venuto a Salerno per supportare un candidato sindaco lontano dai nostri valori. E ci meraviglia che il presidente del Movimento 5 Stelle, si sia schierato a favore di una candidata che ha sostenuto De Luca alle ultime elezioni regionali e la cui coalizione è sostenuta da figure come Ragosta e Federico Conte, anche loro vicini a De Luca alle scorse regionali”.
Ma le punte polemiche non si limitano allo schieramento elettorale nel quale sono confluiti i parlamentari del Movimento, ma investono anche una coerenza politica e ideologica che dovrebbe essere un punto fermo alla luce delle recenti scelte nazionali. “Sorprende anche che Giuseppe Conte non si sia accorto che la Barone è appoggiata da membri appartenenti ad Azione di Calenda e ad Italia Viva di Renzi. Noi crediamo nella sua buona fede, ma probabilmente non è stato preventivamente informato dai tre parlamentari su chi sono i protagonisti che compongono la coalizione che supporta la preside Barone”. E qui parte la richiesta, che nelle prossime ore potrebbe essere notificata a Conte direttamente, attraverso i canali del partito. È una richiesta forte e determinata rispetto alla quale non sembrano profilarsi sconti. “Ci auguriamo che il Presidente, così come accaduto a Benevento, dopo un confronto con gli attivisti del territorio, reputi opportuno ritirare il simbolo alla lista M5S che stava appoggiando un candidato sindaco che recava imbarazzo alla città”.
Sul tema della scelta ritenuta addirittura imbarazzante, infatti, il nuovo leader del Movimento ha stoppato il simbolo nella vicina Benevento ed è questo l’obiettivo che la base grillina chiede anche per Salerno. Una decisione in tal senso potrebbe favorire il dialogo tra le forze che sostengono la Barone perché i consiglieri di Oltre (deluchiani pentitisi negli ultimi mesi ma per anni funzionali al sistema del governatore De Luca) hanno sempre affermato che non gradiscono simboli di partito e che, con quello dei 5 Stelle nella coalizione, non avrebbero più appoggiato la preside Barone.
Insomma, la fragile candidatura della dirigente scolastica sembra chiamata ad affrontare altri ostacoli all’interno di una coalizione costruita in provetta ma con alternativi programmi e obiettivi dei singoli, il che fa gongolare la corazzata del sindaco Napoli e anche il candidato del Centrodestra Michele Sarno, che sembra al momento poter essere candidato ad un’ottima affermazione, anche perché, a differenza di altri schieramenti, avrebbe già quasi ultimato la stesura delle molte liste che sostengono la sua candidatura, supportata, dopo i recenti accordi, dai tre maggiori partiti di destra.
Gli scenari, pertanto, sembrano essere ancora aperti, ma cominciano a comparire falle vistose nel cartello che, da sinistra, dovrebbe opporsi all’attuale coalizioone che sostiene il sindaco uscente Enzo Napoli.

(Dal Quotidiano del Sud in edicola oggi)