Granata ultimi e fischiati: il Bari vince il triangolare

All'amichevole in memoria del Siberiano, i pugliesi trionfano; seconda la Reggina; al terzo posto la Salernitana: a nulla è valsa la vittoria ai rigori nella finale secondo e terzo posto.

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Il Bari vince il triangolare in onore del Siberiano, disputato allo stadio Arechi e che ha visto in campo i padroni di casa della Salernitana, la Reggina e appunto i pugliesi. Grazie alla vittoria ai rigori contro i calabresi, ed il successo per 1-0 grazie alla rete di Scavone, contro i granata di Ventura, gli uomini di Cornacchini portano a casa il torneo. A nulla è valsa la vittoria ai rigori per la Salernitana nella finale secondo e terzo posto. Granata ultimi e fischiati dai propri tifosi.

 

BARI-REGGINA: 4-2 dopo i rigori (0-0 dopo i 45′ di gioco)

Bari – (4-3-3) – Frattali; Corsinelli, Sabbione, Di Cesare, Costa; Feola, Hamlili, Bolzoni; Terrani, Simeri, Neglia. A disposizione: Liso, Folorunsho, Antenucci, Floriano, Cascione, Kupisz, Perrotta, Feola, Marfella, Berra, D’Ursi, Scavone. Allenatore: Cornacchini.

Reggina – (3-5-2) – Guarna; Loiacono, Bertoncini, Rossi; Kirwan, Bianchi, De Rose, Sounas, Bresciani; Bellomo, Reginaldo. A disposizione: Farroni, Lofaro, Marchi, Zibert, Redolfi, Salandria, Marino, Paolucci, Corazza, Doumbia, Nemia, Suraci. Allenatore: Toscano

Arbitro: Miele di Nola

Assistenti: Croce – Ferraioli

Il primo acuto del match è di marca amaranto, ed arriva dopo nove minuti di gioco. Scambio al limite dell’area con Bellomo che riceve il pallone, salta un paio di avversari e prova la conclusione. Frattali si distende e devia il pallone. Partita noiosa con pochi spunti degni di nota. Ci prova ancora l’ex granata Bellomo al 21′ a mettere la sua firma sul match. Calcio di punizione da 25 metri e pallone che scheggia la traversa. Sette minuti più tardi ancora gli amaranto di Mimmo Toscano a sfiorare la rete del vantaggio, ma questa volta è Frattali a dire di no, chiudendo lo specchio a Reginaldo. Sul finire del tempo il Bari ha l’occasione per vincere la prima sfida di questo triangolare, ma la mira di Hamlili non è perfetta e il pallone calciato da buona posizione finisce alle stelle. Finisce zero a zero tra Bari e Reggina, con le due squadre che per decretare la vincente sono chiamate a risolvere la cosa ai calcio di rigore. A spuntarla è il Bari 4-2 grazie alle reti di Neglia, Costa, Hamlili e Terrani. Per la Reggina in rete Bellomo e Bertocini, mentre fatali gli errori di Di Cesare, Sounas e Loiacono. Vince quindi il Bari sotto gli occhi di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, arrivato qui all’Arechi per vedere il figlio minore (anche se la presidenza dei pugliesi è nelle mani del figlio, Luigi De Laurentiis).

SALERNITANA – BARI: 0-1

Salernitana (3-5-2) – Micai; Karo, Billong, Migliorini; Cicerelli (28′ Pucino), Firenze, Di Tacchio, Maistro, Kiyine; Giannetti, Jallow. A disposizione: Vannucchi, Carillo, Russo, Odjer, Morrone, Calaiò, Djuric. Allenatore: Ventura

Bari (4-3-3) – Frattali, Costa, Di Cesare (23′ Sabbione), Folorunsgo, Hamlili, Kupisz, Perrotta, Berra, D’Ursi (34 Terrani), Scavone, Antenucci. A disposizione: Liso, Marfella, Bolzoni, Simeri, Neglia, Corsinelli, Cascione, Feola, Sabbione. Allenatore: Cornacchini

Arbitro: Mario Cascone di Nocera Inferiore

Assistenti: Caso – Ferraioli

Reti: Scavone 12′

Ammoniti: Hamlili, Sabbione

Esordio all’Arechi per la nuova Salernitana targata Ventura. Il tecnico granata schiera i suoi con l’ormai consueto 3-5-2, visto anche nelle precedenti amichevoli, con Firenze in campo dal primo minuto, all’esordio con la maglia della Salernitana dopo il problema al ginocchio che lo aveva fermato in ritiro. Il Bari, dopo aver superato la Reggina ai rigori nella prima sfida, manda in campo le prime linee con il bomber Antenucci in avanti, soffiato proprio alla formazione granata in questo mercato estivo. Pronti via e al primo affondo i pugliesi passano. E’ il 12 quando proprio Firenze perde un pallone quasi al limite dell’area, con Hamlili che prontamente vede l’inserimento di Scavone e lo serve. Controllo e diagonale piazzato che supera Micai. Tre minuti dopo il Bari sfiora il raddoppio, prima con Antenucci fermato in extremis da Billong in angolo, e dagli sviluppi del tiro dalla bandierina Berra di testa conclude, con il tiro deviato ancora in corner. Al 21′ si fa vedere la Salernitana, con una conclusione telefonata di Giannetti che viene deviata sul fondo, per il primo tiro dalla bandierina per i granata. Sul finale del tempo i pugliesi vanno ancora vicinissimi al raddoppio. Antenucci vince un rimpallo e a porta vuota conclude in diagonale, con il pallone che danza vicino alla riga e poi finisce lentamente sul fondo. La Salernitana è impacciata, brutta da vedere e senza un’idea di gioco. Ci prova il neo entrato Pucino direttamente da calcio da fermo. Ma la conclusione del terzino entrato al posto di Cicerelli, sbatte sulla barriera. Al triplice fischio mugugni dagli spalti dell’Arechi, che non ha apprezzato di certo lo spettacolo offerto dalla formazione di Ventura. Per il Bari festa sotto lo spicchio di curva che ospita i tifosi pugliesi, e vittoria che fa morale per l’undici di Cornacchini, che ha mostrato già ottime trame di gioco, ed una rosa di livello che potrà dominare il prossimo campionato di C, puntando di certo alla promozione in cadetteria.

SALERNITANA – REGGINA: 3-1 (1-1 dopo i 45′ di gioco)

Salernitana (3-5-2): Vannucchi; Migliorini (45′ Karo), Billong, Carillo; Pucino, Maistro (25′ Firenze), Di Tacchio (40′ Morrone), Odjer, Kiyine; Calaiò, Djuric. In panchina: Micai, Firenze, Jallow, Morrone, Russo, Billong, Giannetti. Allenatore: Ventura.

Reggina (3-5-2): Guarna; Redolfi, Marchi, Marino; Kirwan, Salandria, Paolucci, Zibert, Bresciani; Corazza, Doumbia. In panchina: Farroni, Loiacono, Rossi, De Rose, Bertoncini, Bianchi, Sounas, Bellomo, Reginaldo, Nemia, Lofaro, Suraci. Allenatore: Toscano.

Arbitro: Gianpiero Miele di Nola

Assistenti: Caso e Croce

Reti: 8′ Calaiò, 13′ Dumbia,

Salernitana e Reggina giocano per il secondo gradino del podio, nell’ultima sfida del Triangolare intitolato a Carmine Rinaldi, capo storico della tifoseria granata. La formazione di Ventura questa volta parte bene e al 7′ guadagna un calcio di punizione al limite dell’area. Conclusione potente di Maistro, che viene deviata da un braccio in barriera. Per il signor Miele di Nola non ci sono dubbi: calcio di rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si presenta Calaiò, che si fa ipnotizzare da Guarna. Conclusione deviata, ma sulla ribattuta l’arciere palermitano è il più lesto di tutti a ribadire in rete. Il vantaggio granata dura appena 5′ minuti. La Reggina conquista un buon pallone sulla trequarti e va via in contropiede con Salandria. Il numero quindici corre palla al piede per circa 40 metri e serve sulla destra Marino. Conclusione in diagonale, Vannucchi si distende e devia il pallone, ma sulla ribattuta il più lesto di tutti e Dumbia, che fa sua la sfera la controlla e fa partire un bolide che finisce alle spalle dell’estremo difensore granata. La Salernitana si rende pericolosa in contropiede al 32′. Traversone di Djuric sul secondo palo, Calaiò e Firenze bisticciano ostacolandosi nel tentativo di prendere il pallone, con l’ex Crotone che riesce a concludere in diagonale. Guarna ci mette il piede deviando in corner. Sette minuti dopo ancora granata pericolosi. Questa volta il lancio è di Billong. L’ex Benevento serve Calaiò, che prende il tempo alla difesa amaranto e conclude di prima intenzione, Guarna blocca senza problemi. Nell’ultimo minuto del match, la Reggina sfiora il gol vittoria. Traversone di Kirwan al centro area. In mischia spunta la testa di Doumbia che riesce ad anticipare tutti e concludere in porta. Provvidenziale la rovesciata acrobatica di Billong che salva sulla linea e lascia il risultato sull’1-1. Al triplice fischio si va ai rigori, come da regolamento del triangolare, con Vannucchi protagonista che para la conclusione di Corazza, Salandria e Doumbia. In rete tutti i calciatori della Salernitana, con Kiyine, Firenze e Odjer in rete. L’unica trasformazione dagli undici metri per gli amaranto, porta la firma di Paolucci.