Gravano: «Recovery Plan, De Luca sbaglia»

Il coordinatore regionale di Articolo Uno raccoglie l’allarme del segretario Cgil, Ricci. Chiede subito un consiglio regionale monotematico sulle proposte della Campania da mandare al governo. E sulla richiesta di limitare ricorsi e abuso d'ufficio: «Semplificare gli appalti, ma i controlli restano doverosi»

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La Regione elabora in solitudine l’agenda campana per il Recovery Plan. E non poteva Michele Gravano restare indifferente all’allarme di Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Campania, lanciato su questo giornale. «Noi facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal segretario della Cgil e non solo, anche di Cisl e Uil» dice il coordinatore regionale di Articolo Uno-Mdp, predecessore di Ricci nel sindacato. «Ma soprattutto – aggiunge – le preoccupazioni della Confindustria, delle associazioni delle piccole e medie imprese, dell’artigianato, delle forze della cultura, del sapere, dell’arte. Queste risorse sono le risorse che segneranno i prossimi cinque anni del Paese, e quindi anche della regione Campania».
Senta, è vero che De Luca e la giunta non sembrano accettare confronti sul tema. Ma alcuni sostengono che le indicazioni fornite dalla Regione non siano, in fondo, così vincolanti, perché tanto poi a decidere è il governo Draghi.
È vero che il presidente Draghi dovrà discuterne prossimamente nel consiglio dei ministri, e riferirà in Parlamento. Non sappiano se la data del 30 aprile sarà rispettata o ci sarà un piccola proroga. Ma riteniamo che le scelte che i Comuni capoluogo e la Regione nelle famose schede che devono essere inviate ai singoli ministeri, e soprattutto quello dell’economia, in qualche modo siano da conoscere. Il grado di maggior consenso e maggior fattibilità dei progetti avviati ha maggiori possibilità di essere accolto, nell’ambito delle missioni sancite dall’Unione Europea.
E cosa si può fare a questo punto?
Con spirito costruttivo e propositivo chiediamo che possa essere convocato un consiglio regionale monotematico sul tema, con una discussione ampia. E dopo che si sono raccolte in audizioni anche i pareri delle forze sociali e culturali. Non può essere un’azione singola dei diversi assessorati dentro il silenzio, rimettendosi poi alle decisioni. Quali scelte vengono delle 6 missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza? Noi siamo fortemente interessati alla politica industriale, alle infrastrutturazioni.
In dettaglio, quali capitoli considera prioritari?
Quali scelte la Regione Campania fa anche sull’alta velocità. E verso l’idrogeno nel trasporto locale. Per il lavoro. Come si favoriscono i giovani e le donne. La sanità, che la parte più rilevante. Quali scelte si fanno non solo dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto del modello che si vuol realizzare in Campania con il superamento dell’ospedalizzazione, verso una sanità di territorio, di prossimità, e con una forte assistenza domiciliare, con un’attenzione all’infanzia e anche agli anziani, dopo le drammatiche vicende.
I temi certo non mancano. Al di là del merito, cosa ne pensa del metodo adottato, sinora, dalla Regione?
Da questi appuntamenti e da queste risorse dipenderà il futuro della Campania, del Sud e del Paese. Il non coinvolgere e il non alimentare la partecipazione è un segnale non positivo, che mi auguro possa essere corretto. In questo senso sollecitiamo un consiglio regionale monotematico. Anche in ottemperanza all’indicazione della Commissione europea di coinvolgere le società civili delle comunità interessate, si possa avere una partecipazione e varie sollecitazioni, come vediamo da diverse forze, e anche una sintesi che raccolga una volontà comune, che presenti la regione, anche nel rapporto col governo, in maniera unita e in maniera anche propositiva e partecipata.
Guardi, nelle ultime ore la giunta ha approvato una proposta di legge per il Parlamento sulla sburocratizzazione, per limitare le ipotesi del reato di abuso d’ufficio e per indennizzare le imprese ricorrenti al Tar, pur di non bloccare i cantieri. Cosa ne pensa?
Mi pare non sia la prima volta che il presidente presenta questo tipo di proposte, sia sull’abuso d’ufficio sia sul fatto che, dopo l’affidamento della gara, non ci possa essere ricorso. Ma è un tema estremamente delicato.
Lei come la vede?
Se viene intesa come lasciar libera l’autorità politica da qualsiasi controllo, ovviamente troverà ostacoli nel governo. Se va in una direzione di semplificazione delle procedure, in termini di rapidità, ma senza eliminare i doverosi controlli pubblici, che non possono essere farraginosi e burocratici, per questa seconda ipotesi nell’ambito del governo e noi stessi stiamo lavorando a semplificare le procedure.
Un’ultima cosa: Articolo Uno è nel centrosinistra campano. Pensa che questa condotta della giunta De Luca sia una strappo agli impegni presi con la coalizione in campagna elettorale?
È un errore politico che ci auguriamo possa essere evitato. In ogni caso vediamo che il Pd a Napoli, e non solo, come Articolo Uno lavora e collabora con l’Anci, con gli enti locali e con le forze economiche a definire linee e indicazioni. Sarebbe opportuno che ci fosse uno sbocco positivo in un dibattito parlamentare, in una dialettica che mi auguro positiva visto che c’è un governo di unità nazionale fatte alcune eccezioni, che possa operare una sintesi che raccolga tutti, o gran parte delle forze economiche.

(Dal Quotidiano del Sud – l’Altravoce della tua Città in edicola oggi)

Gianmaria Roberti

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