La battaglia per il controllo di Tripoli sembra essere arrivata ad un punto di svolta: al termine di duri scontri durati tutta la notte, le truppe dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Haftar hanno sfondato le difese delle milizie che sostengono il governo di Accordo nazionale libico guidato da Serraj. Reparti dell’Lna controllano ora la città di El Azizia, a circa 50 chilometri a sud della capitale libica. Intensi combattimenti si registrano oggi a Suani ben Adem, a meno di 25 chilometri da Tripoli, ma anche nell’immediata periferia della capitale si combatte con crescente intensità. In mattinata le forze di Haftar hanno bombardato una base delle forze fedeli a Serraj ad Ain Zara, nei pressi di Tripoli.

Nell’incapacità – o mancanza di volontà in qualche caso – della comunità internazionale di imporre una tregua alle parti, si stringe la morsa dell’Esercito nazionale libico intorno alla capitale. Ieri manifestazioni popolari si sono svolte nelle principali città della Cirenaica a sostegno dell’offensiva lanciata nei giorni scorsi da Haftar, cui è stato chiesto di liberare la capitale dai “banditi”. Così, infatti, sono stati definiti gli appartenenti alle milizie che sostengono il governo Serraj, unico riconosciuto a livello internazionale. Riconoscimento che ogni giorno di più si rivela essere una foglia di fico incapace di mascherare l’estrema debolezza di Serraj e dei suoi ministri. Solo appelli e parole sono giunti in suo sostegno dagli alleati, mentre Haftar ha potuto e può contare su appoggi ben più concreti: armi, munizioni e denaro in primis.

Nessun sostegno concreto a Serraj è arrivato neanche dall’Italia, tra i principali sponsor del governo di Accordo nazionale libico. Anzi, il governo Conte è stato da tempo costretto ad aprire un canale di dialogo ufficiale con Haftar, ricercando però una posizione di equidistanza che in questo momento appare essere davvero utopistica. Ancora una volta l’Italia in politica estera si dimostra incapace di un’azione autonoma ed incisiva, pur nell’ambito di un preciso quadro di alleanza. Intanto altri “alleati” europei giocano fino in fondo la propria partita sul campo libico. Chiedere a Parigi.