I 5 Stelle verso Napoli

Salernitani contrari, possibile candidatura scacciacrisi di Tofalo

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Nei prossimi giorni, forse anche ore, negli ambienti politici salernitani, soprattutto per quanto attiene alla campagna elettorale del Capoluogo, potrebbe verificarsi un clamoroso colpo di scena. Il termometro segna una temperatura altissima per le novità che starebbero per venir fuori dal Movimento 5 Stelle, in considerazione della leadership di Giuseppe Conte e della alleanza elettorale strategica sempre più stretta con il PD. Sono in corso febbrili contatti perché i Dem, attraverso l’ex ministro Boccia, avrebbero chiesto con forza al Movimento versione Conte di aderire al cartello che vedrà candidato il sindaco uscente Enzo Napoli, deluchiano di strettissima osservanza. Naturalmente, la deputazione provinciale tenta in ogni modo di resistere, perché una scelta in tale direzione segnerebbe uno scontato divorzio con gran parte della base elettorale superstite, soprattutto quella della prima ora. Qualche voce dall’interno, tuttavia, conferma che l’interlocuzione sarebbe andata molto più avanti, addirittura con una controproposta del Movimento di cambiare il nome del candidato sindaco, attraverso la individuazione di una personalità più dialogante e meno implicata nel sistema messo su da Vincenzo De Luca, per il quale sono stati indicati anche gli eredi legittimi, cioè i due figli del leader. Questi inviti alla discontinuità vedrebbero d’accordo il presidente della Camera Fico, che potrebbe avere intenzione di riproporre su base regionale il laboratorio messo su a Napoli con la candidatura dell’ex ministro Manfredi. La complessa e ambigua nuova situazione, anticipata giorni fa dagli inviti di Luigi Di Maio alla collaborazione regionale con la gestione De Luca, potrebbe quindi avere una ricaduta sugli equilibri salernitani. Ciò spiegherebbe la scomparsa dai radar del dibattito provinciale dei 5 Stelle impegnati nel percorso più difficile, dalla loro fondazione a oggi.
Si tratta di uno scenario sommerso, ma verosimile per la piega che gli equilibri nazionali stanno assumendo. Naturalmente, i deputati salernitani tentano di resistere, perché un soccorso all’Armata Brancaleone di Napoli segnerebbe la smentita del lavoro fin qui svolto, sia in città che in Regione Campania. Se si dovesse scongiurare quest’esito, resta da capire i 5 Stelle cosa potrebbero fare. La base dei militanti è dall’inizio schierata per una opposizione netta e, quindi, per una o più liste del Movimento, che dovrebbe scendere in campo con un proprio candidato sindaco. Orientamento contro il quale i parlamentari grillini si sono scontrati, quando hanno tentato, fino a circa due mesi fa, di dare vita a una coalizione alternativa a tre gambe (cioè con la lista di Lambiase e l’altra di Leu fortemente voluta dal parlamentare Federico Conte), con l’auspicata confluenza di altre formazioni civiche soprattutto giovanili. Purtroppo, quel progetto è naufragato per la frantumazione dei movimenti, l’inutile attesa di una decisione di Gianpaolo Lambiase e per la comparsa sulla scena della candidatura della preside Barone, maturata in ambienti cattolici e con la benedizione di un ex sindaco, un tempo delfino di De Luca. Su quest’ultima scelta i 5 Stelle sono stati contrari dall’inizio: non è una soluzione condivisibile, hanno detto, sia per gli ambienti che la ispirano (ex deluchiani animati dalla rivalsa e senza un progetto autentico per la città) sia per le modalità di emersione, contraddistinte più da strappi che da concordanze e condivisioni. Resta però il problema dei rischi di andare da soli, anche in considerazione dello sbandamento del Movimento e della presumibile erosione di parte dell’elettorato. A questo proposito, si starebbe valutando l’idea di una candidatura Tofalo a sindaco, da sottoporre alla coalizione anti-deluchiana di centro sinistra. Angelo Tofalo è alla seconda legislatura, è stato per due volte sottosegretario di Stato, ha soli 40 anni e potrebbe essere il profilo giusto per compattare la base del Movimento e tentare un discorso con le altre liste della coalizione. Se questa ipotesi dovesse inspessirsi, occorrerà parlarne con gli altri, ma una eventuale decisione in tal senso comporterebbe un sacrificio della preside Barone, che tra l’altro non ha ancora annunciato la sua candidatura, forse anche perché avverte i primi scricchiolii e qualche avvisaglia non proprio positiva.

Fortunato Caso

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