I De Luca tra conti all’estero e intrighi salernitani

Gli interrogativi che pone la segnalazione all’Antiriciclaggio, i punti oscuri nella ricostruzione.

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De Luca sr con i suoi figli: a destra c'è Piero, che aspira ad un posto di sottosegretario nonostante il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta

La premessa – obbligatoria – è: gran parte dei fatti al centro di questa ricostruzione non hanno alcuna rilevanza penale. Né risulta, allo stato, che essi siano oggetto di accertamenti da parte della magistratura inquirente. Riferirli e cercare di ricomporli nella loro cruda sequenza logica e cronologica, però, può essere, anzi è senza tema di smentita, di rilevante interesse pubblico, riguardando essi un presidente di Regione e un parlamentare della Repubblica, peraltro legati tra loro da rapporti di stretta parentela. Il fatto dal quale parte questa ricostruzione è l’alert che la Vigilanza della Banca d’Italia ha inviato allo speciale Nucleo antiriciclaggio dell’Istituto di via Nazionale in merito ad alcune operazioni finanziarie e immobiliari che hanno visto protagonisti, tra il 2017 e il 2018, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e i suoi due figli, Roberto, commercialista con studio in Salerno, e Piero, deputato del Partito democratico eletto nel collegio proporzionale di Caserta alle elezioni del 4 maggio 2018. A rivelare l’esistenza di questo alert è stato, con un lungo articolo firmato dai giornalisti Fabio Amendolara e Simone Di Meo, il quotidiano La Verità. A esso è seguita una nota di una paginetta diffusa, nel pomeriggio di mercoledì, dallo studio legale del professor Antonio Castaldo, che questo giornale ha pubblicato nell’edizione di ieri quasi integralmente e che non è il caso di riproporre ora, se non come “bussola” per alcuni interrogativi che questa vicenda pone. Il primo. Nella sua nota l’avvocato di Vincenzo e Piero De Luca, riferendosi alla somma di 1 milione e 177 mila euro fatta rientrare dal Lussemburgo in Italia da De Luca jr. nel 2018 (anno in cui una parte di questi soldi viene utilizzata per acquistare un appartamento nella centralissima via Vicinanza a Salerno: ma di questo parleremo dopo), parla di proventi derivanti dalla vendita di un immobile a Bruxelles, nel quale c’era una cointeressenza della moglie, Laura Zanarini. Bene. Per vendere questo immobile, Piero De Luca deve averlo prima acquistato: né l’articolo de La Verità, né la nota di Castaldo dicono quando e a che prezzo. Ma, trattandosi di un appartamento venduto per circa 1,2 milioni di euro, il prezzo d’acquisto non deve essere stato superiore. Anzi, la certezza che non sia stato superiore a quella cifra c’è, giacché nella dichiarazione dei redditi del 2018, presentata nel 2019 e pubblicata sul sito della Camera dei Deputati, non c’è traccia di plusvalenze relative a operazioni immobiliari. E dallo stato patrimoniale relativo al 2017 (dichiarato nel 2018 subito dopo l’elezione) il giovane De Luca risulta praticamente nullatenente. L’unico bene – mobile – dichiarato è una Bmw 520 berlina 20 cavalli, immatricolata nell’anno 2014. Nella sua nota, l’avvocato Castaldo, sostiene che l’appartamento di Bruxelles è stato acquistato con i proventi derivanti da “regolare, trasparente e pubblica retribuzione direttamente dalle istituzioni europee”. A cosa siano legati questi emolumenti, Castaldo lo spiega qualche rigo prima: “L’onorevole Piero De Luca ha prestato servizio per quasi dieci anni, come alto funzionario europeo, presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, situata come noto in Lussemburgo”. Secondo quanto lui stesso dichiara sul proprio sito, Piero De Luca nel 2007 svolge uno stage (attività non retribuita, quindi) “dapprima alla Corte di giustizia delle Comunità europee, e poi presso il Servizio giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”. Poi, dopo un periodo di praticantato legale in uno studio romano, nel 2008 “si trasferisce in Lussemburgo dove ha svolto l’attività di Referendario presso la Corte di giustizia dell’Unione europea”. Fino a quando, il sito non lo specifica, e anche la nota di Castaldo è piuttosto vaga (“quasi dieci anni”). Ma, assodato che la casa di Bruxelles viene venduta tra il 2017 e il 2018, il termine indicativo dei dieci anni può starci. Non è dato sapere quanto guadagni un referendario presso la Corte di Giustizia Ue. Ma l’appannaggio dev’essere veramente consistente, se ha permesso al futuro onorevole, di accantonare risparmi per più di un milione di euro (la somma occorsa per acquistare la casa poi rivenduta). Dice: potrebbe aver acceso un mutuo. Sicuro. Ma perché allora, tra il 2017 e il 2018, fa rientrare in Italia la somma (1,2 milioni di euro) che eventualmente sarebbe necessaria per estinguerlo? Se gli emolumenti legati al ruolo di Referendario sono così alti viene da chiedersi perché De Luca jr abbia lasciato un incarico così remunerativo per altre attività che, come dimostra il suo Unico 2019 (riferito all’anno fiscale 2018), regolarmente pubblicato sul sito della Camera dei Deputati, gli garantiscono un reddito imponibile di appena 78.154,00 euro. Un’altra domanda: questa legata al rientro dei capitali che poi serviranno (si presume) a costruire la riserva dalla quale vengono tratti gli assegni Mps con cui i De Luca acquistano l’appartamento di via Vicinanza: questi soldi sono stati “scudati”? Il quesito non è peregrino, considerato che l’ultimo scudo fiscale varato dal governo italiano risale proprio al periodo in questione: fa parte del collegato alla finanziaria approvata nel dicembre 2017 dall’esecutivo di Paolo Gentiloni. L’altra questione al centro dell’alert lanciato dagli 007 di via Nazionale è l’acquisto della casa salernitana. A conti fatti, i De Luca acquistano un appartamento di 230 mq nel pieno centro di Salerno, un sesto piano con vista mozzafiato che spazia dalla costiera cilentana a quella amalfitana ottenendo un consistente sconto. Secondo il rogito, la casa alla fine, viene pagata 860mila euro. In pratica, 3.739,13 euro a metro quadro. Siamo andati a dare un’occhiata alle quotazioni immobiliari del periodo a cui risale quella compravendita: per un immobile con quelle caratteristiche, il costo a metro quadro non scende mai sotto i 4.800 euro. Abbiamo provato a fare una semplice moltiplicazione, e abbiamo scoperto che l’appartamento dei De Luca, a prezzi di mercato, nel 2018 valeva all’incirca 1,2 milioni di euro. Ohibò.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)