I pm: «Il Crescent va confiscato»

Processo d'appello sull'edificazione del mega complesso di piazza della Libertà: la Procura di Salerno chiede anche di rinnovare l’istruttoria dibattimentale. In udienza le eccezioni di inammissibilità da parte dei difensori dei 22 imputati: si decide il 16 ottobre

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Appello del processo Crescent, la procura di Salerno chiede la confisca del mega edificio di piazza della Libertà, come già nel primo grado. In udienza il procuratore aggiunto Rocco Alfano, applicato con il pm Rocco Valenti al procedimento, ha formulato pure istanza di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Sulle richieste della pubblica accusa, il Collegio A della Corte d’Appello si pronuncerà nel corso della trattazione di merito. Intanto ieri, in aula, si è discusso sulle questioni preliminari. I difensori dei 22 imputati – tra i quali il governatore Vincenzo De Luca – hanno proposto le eccezioni di inammissibilità ai motivi d’appello. Eccezioni su cui la corte scioglierà la riserva il 16 ottobre. «Contrariamente a quanto affermato dal Collegio (…) – scrive la Procura nell’appellare la sentenza di assoluzione di tutti gli imputati in primo grado – la trasformazione urbanistica oggetto del presente procedimento è avvenuta in contrasto (…) con l’attività programmatoria del Comune, così come cristallizzata nel Piano regolatore Generale, principale e sovraordinato strumento comunale di pianificazione urbanistica alla cui osservanza tutti gli organi del Comune sono tenuti per legge nella adozione degli strumenti attuativi delle pianificazione generale. Conseguentemente, richiamando i principi reiteratamente affermati in materia dalla Corte di Cassazione, nel caso di specie è certamente configurabile il reato di lottizzazione abusiva in contestazione». I pm aggiungono: «In questa sede è solo il caso di osservare che certamente i progetti presentati al momento del deposito delle istanze per il rilascio dei titoli abilitativi non sono stati oggetto di autonoma autorizzazione paesaggistica». A contestare il verdetto della seconda sezione penale del tribunale di Salerno – emesso due anni fa – anche le parti civili. «Clamoroso – sostiene l’avvocato Oreste Agosto, legale del comitato No Crescent – è l’impegno assunto dal sindaco (De Luca, ndr) nel contratto notarile con la Crescent srl di compravendita dei diritti edificatori, del 2010, agli atti, di accollare le spese della edificazione della società Crescent srl sul bilancio comunale in caso di accoglimento dei ricorsi di Italia Nostra Onlus (assistita dall’avvocato Giuseppe Della Monica, ndr), proprio per far proseguire l’edificazione privata. Vi è la prova provata del rapporto collusivo tra il sindaco e la società privata con la quale ha stipulato un contratto notarile, con il quale di fatto sollecitava la costruzione dell’edificio privato, nonostante le tante procedure giudiziarie in corso, garantendo i privati nel caso di danni con i fondi del comune di Salerno. Su tale e decisiva prova, il Tribunale ha ritenuto di non spendere una parola alcuna». Fra le censure alla sentenza, Agosto rileva «l’intromissione del De Luca, quale organo politico in atti di competenza degli organi amministrativi sotto il profilo paesaggistico. Così come la dichiarata incompetenza degli organi comunali, per la complessità dell’intervento avrebbe dovuto a maggior ragione chiedere i pareri a monte e a valle sotto il profilo paesaggistico». «È bene sottolineare che – precisa il legale del comitato No Crescent – gli atti e i provvedimenti firmati dal De Luca non sono stati mai oggetto di giudizi amministrativi, né tantomeno sugli stessi si è formato un giudicato. Gli atti della sdemanializzazione e quelli paesaggistici firmati da De Luca in qualità di sindaco provengono dunque da un soggetto incompetente».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)