I tre “ma” che fanno temere Salvini

Se, come sta avvenendo, c’è un paese che si riunisce per contrastare le idee di Salvini e della Lega non è insensato pensare che il livello dello scontro tenderà ad alzarsi

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L’inquietudine appartiene alla categoria delle emozioni, degli stati d’animo e, come ci suggerisce l’enciclopedia Treccani nella sua più che utile veste online, indica uno «stato d’animo turbato, senso di apprensione, di ansia provocato soprattutto da incertezza, timore, preoccupazione». Gli storici si sono accorti da un po’ di tempo che gli eventi dipendano da fattori multipli, dunque, non solo la politica o l’economia, ma anche la sfera delle emozioni. Detto questo, ad uno storico è richiesto equilibrio nei giudizi, quindi un esercizio della razionalità, provando ad emozionarsi il meno possibile. Ci provo. Mi sono posto tre domande forti e mi sono sforzato di dare risposte razionali: 1) Potrebbero Salvini e la Lega dividere l’Italia? La risposta: no, ma… 2) Potrebbero limitare le nostre libertà? La risposta: no, ma… 3) Potrebbero portare l’Italia in una guerra? La risposta: No, ma… Cioè, nel mio tentativo di analizzare le domande con il giusto equilibrio ho risposto con tre no (e qui vincerebbero Salvini e la Lega, dunque, inutile manifestare tante apprensioni, tanto il mondo non cambierebbe con loro), ma anche con tre ma (e qui perderebbero Salvini e la Lega, perché se introduci una congiunzione avversativa, vuol dire che le certezze dei no tenderebbero a evaporare). Insomma, dopo queste tre domande esco con una maggior tasso di inquietudine. Brutta storia. Ma uno storico deve sforzarsi di motivare le sue preoccupazioni, sennò retrocede al rango di “uomo da bar”, di fazioso tifoso o di intellettuale ideologizzato.

La presenza del leader leghista sulla scena politica è fonte di sempre maggiori inquietudini per le insidie che i suoi messaggi arrecano allo spirito democratico

Prima risposta. Salvini e la Lega non potrebbero nell’immediato dividere l’Italia perché è un atto che richiederebbe una larghissima maggioranza per modificare la Costituzione e tempi davvero lunghi, ma potrebbero spostare risorse continue al Nord, cosa peraltro già in atto, potrebbero ridurre il senso di coesione e di solidarietà della Nazione, potrebbero trattare (una volta di più) il Sud come colonia da sfruttare o, al massimo, per andarvi in vacanza. Non separazione giuridica, ma graduale scissione per differente distribuzione delle risorse. Seconda risposta. Non possono facilmente limitare per legge le nostre libertà perché sarebbe un processo lungo e con molti avversari politici che si aggregherebbero per far fallire lo scopo, dunque, possono mettere in atto una progressiva azione per creare un’inversione di rotta tra i cittadini e denigrare le voci di opposizione, inficiare aborto e divorzio, disconoscere l’omosessualità, praticare il machismo arrogante e violento, limitare i diritti dei lavoratori a tutto vantaggio delle aziende e degli imprenditori, disinteressarsi della questione ambientale in nome del capitalismo e del profitto. Potrei continuare ancora a lungo. Terza risposta. La Lega e Salvini non potrebbero portarci in guerra contro un altro Stato per le tantissime variabili che entrerebbero in gioco, ma possono usare (e già usano) atteggiamenti provocatori e fortemente diseducativi, con il disconoscimento della Resistenza e della guerra di Liberazione, con il segretario-ministro che si fa ritrarre con un mitra in mano, con il finto interesse per la lotta alla mafia (guarda caso nel giorno del 25 aprile, che è festa della Nazione), che dovrebbe essere il suo pane quotidiano. Aggiungo, con la lotta senza quartiere agli immigrati e la politica dei porti chiusi come ritorsione e arma di ricatto contro l’Europa, senza aver il carisma e l’autorevolezza per convincere l’Unione Europea ad azioni congiunte, magari a partire dal suo amico ungherese Viktor Orbàn. Insomma, le ragioni per i ma sembrano tutt’altro che infondate. Come ha detto Biden ieri, candidato alle primarie democratiche per la presidenza degli Usa, “otto anni di Trump cambierebbero lo spirito degli americani”, ecco, questa è la mia più fondata inquietudine: cinque (?) anni di Salvini potrebbero cambiare lo spirito degli Italiani, e il processo è già in atto. Se, come sta avvenendo, c’è un paese che si riunisce per contrastare le idee di Salvini e della Lega non è insensato pensare che il livello dello scontro tenderà ad alzarsi. Pericolosamente, aggiungo, con una nuova, profonda, inquietudine.