Il confinato del Genio Civile stanato dalle foto

Giovanni Amatuccio, funzionario della Soprintendenza in pensione, documenta ogni giorno sul proprio profilo Facebook l'"esilio volontario" a Salerno del presidente della Regione

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Tuuu… Tuuu… Tuuu…

“Eh?… Un momento…”. Giovanni Amatuccio risponde al quinto squillo: “Stavo scattando la foto di oggi, mi scusi se non ho risposto subito…”

Si figuri. Pensi che la chiamavo proprio per questo…

“Per la foto? Ah, ah ah (risata gorgogliante, di gola). Embè, che vuole farci, sono in pensione da un anno, e in qualche modo devo pur impiegare il tempo…”.

Giovanni Amatuccio

Probabilmente un giorno quelli che dovranno raccontare la pandemia ai posteri attingeranno anche al passatempo preferito di Giovanni Amatuccio, studioso di Storia del Medioevo (ha pubblicato diversi saggi di buon livello scientifico) e funzionario della Soprintendenza di Salerno in quiescenza. Ogni santo giorno, intorno alle 10.30, Amatuccio scende da casa sua, in via Porto, percorre pochi metri, arriva davanti all’ingresso principale del palazzone tardo fascista che ospita il Genio Civile e… clic, con lo smartphone scatta una foto che ha sempre lo stesso soggetto. La berlina di rappresentanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca: un’Audi A6  blu ministeriale, parcheggiata nel garage. Chiunque può vederla, dalla strada. Ogni santo giorno: dopo averla fotografata, Amatuccio corre a casa e pubblica l’immagine sulla sua bacheca Facebook. Con tanto di data e ora dello scatto.

Per la precisione…

“Cerco di documentare una vicenda che, secondo me, i campani hanno il diritto di conoscere. La sede istituzionale della Regione sarebbe Palazzo Santa Lucia, a Napoli, non il Genio civile di Salerno”.

Questo lo sappiamo, non faccia il professore.

“Eh no, con me casca male. Si figuri che, dopo aver insegnato per anni e aver ottenuto anche l’abilitazione, decisi di optare per la Soprintendenza. All’Università, dal dottorato in poi, fino all’insegnamento, ne avevo viste troppe…”.

La berlina presidenziale parcheggiata nel garage del Genio Civile

Torniamo al punto.

“Ecco. Non voglio fare nessuna morale, né insegnare alcunché a nessuno. Se l’auto sta là significa che il trasportato non sta dove dovrebbe stare. Punto”.

Capito. Quando ha cominciato?

“Quasi un mese fa. Se la ricorda la notte del 23 ottobre, quando a Napoli ci furono manifestazioni di piazza contro le restrizioni? Ecco, più o meno dal giorno successivo ho cominciato a notare sempre la stessa scena dalla finestra di casa”.

Quale?

“Tutte le mattine, tra le 8 e le 8.30, arriva un corteo, due volanti della polizia e la berlina presidenziale che sgommando s’infilano nel garage del Genio Civile. La macchina resta là per l’intera giornata, fino a sera”.

E si suppone che nel palazzo ci resti pure l’illustre passeggero…

“Si suppone. Diciamo che se si spostasse me ne accorgerei…”

Non è esattamente una prova, ma sorvoliamo. E le fanno scattare la foto tutti i giorni?

“Non sempre. Ieri, per esempio, l’ho scritto pure su Facebook, hanno messo un tizio, o almeno così m’è parso, a guardia del portone”.

E lei?

“Me ne sono andato. Ma ho guardato e posso assicurare che la macchina era là, sempre allo stesso posto. Da qualche giorno, poi, hanno messo le bandiere al balcone: quella della Regione, quella dell’Europa e il Tricolore. Come la Regina Elisabetta…” (altra risata gorgogliante)

Diranno che lei è un provocatore.

“Dicano quello che vogliono. Io una soddisfazione me la sono già tolta: non c’è giornale, in Italia, che non abbia parlato del fatto che il presidente della Regione se ne sta asserragliato nel bunker del Genio Civile”.

Si aspetti pure qualche querela, vista l’aria che tira…

“Sa come mi chiamavano ai tempi di Lotta Continua? Il Generale: ero il responsabile del servizio d’ordine…”.

Ahhhh… capito, ora si spiega l’accanimento…

“Accanimento? Non credo, guardi. Ai tempi, io ero nella prima fila dei cortei. Può chiedere in giro”.

E lui, il presidente?

“Da dove stavo io vedevo Michele Santoro, Adolfo Criscuolo… Lui, non sempre riuscivo a scorgerlo… E adesso, se non ha più domande, mi scusi: devo pubblicare la foto di oggi. C’è un sacco di gente che l’aspetta…”.

Da “Il Quotidiano del Sud – L’Altra voce della tua città”