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giovedì, 18 luglio 2019
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Il conto di pagamento: accattatevillo

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Rapporto sulla stabilità finanziaria – Banca d’Italia, novembre 2018

Un terzo della ricchezza finanziaria degli italiani è a vista

La tabella in alto riepiloga come le famiglie hanno impiegato i propri risparmi. Sono dati sorprendenti sotto molto aspetti. La ricchezza finanziaria, senza considerare il patrimonio immobiliare, è quasi doppia rispetto al debito pubblico.

Un popolo di formiche, non di cicale. Il contrario di quel che normalmente si pensa di noi italiani. Nei 10 anni notiamo anche che i titoli obbligazionari dello Stato e delle banche sono diminuiti parecchio. La diminuzione ha favorito le polizze assicurative e i depositi e i conti correnti. Questi ultimi a giugno 2018 sono pari a quasi 1,4 miliardi di euro. Le famiglie italiane tengono il proprio risparmio fermo nei conti correnti. Ed è il valore più elevato rispetto alle altre voci in tutti i periodi considerati. Preferiscono la liquidità a vista rispetto ad altre forme di investimento. Non va trascurato il timore che possano ripetersi i tanti scandali e conseguenti fallimenti bancari del recente passato. In tali casi,infatti, sono state azzerate le azioni e le obbligazioni bancarie. Meglio stare alla larga da questi titoli.

Se le famiglie fanno affluire il proprio risparmio sul conto corrente, tuttavia, si comportano in modo non proprio ottimale. Questo strumento dovrebbe essere utilizzato per gli incassi e pagamenti quotidiani di un individuo o di un nucleo familiare. Altrimenti, si sopportano i costi del conto corrente e una remunerazione quasi nulla per le somme ivi giacenti.  Inoltre, rischiano, in caso di procedure concorsuali a carico della banca, di perdere le somme superiori ai 100.000 euro. Si crea quindi una commistione tra liquidità e investimento, foriera di oneri e rischi. Si fanno gli interessi del conto economico delle banche, non certo quelli dei risparmiatori.

Indagine sul costo dei conti correnti nel 2017 – Banca d’Italia, novembre 2018

Il conto corrente è ormai da rottamare

Il costo di un conto corrente bancario è di circa 80 euro l’anno. Più basso è il costo per quello postale (50 euro) o per quello on line (15 euro). Questa è un pò la media di Trilussa. Per le associazioni dei consumatori e la stampa il costo è di due, tre volte superiore alle cifre ora ricordate. Comunque, ognuno di noi può paragonare le spese del proprio conto con quelle della tabella. Sarebbe anche interessante proporre a qualche banca se a quelle condizioni è disposta ad aprirci un conto. Abbiamo seri dubbi che aderirebbe alla nostra richiesta.

Il prodotto a più marcata promiscuità è dunque il conto corrente bancario. Esso consente la detenzione di ricchezza finanziaria in forma liquida, lerogazione di credito mediante scoperti o anticipazioni, di importi e di valuta, la negoziazione di assegni, l’addebito dei saldi delle carte di debito e di credito, il versamento e il prelevamento di contante, la prestazione di altri servizi, con effetti disponibilità e valuta. 

Queste caratteristiche sono di ostacolo alla trasparenza della sua tariffazione, data la molteplicità delle commissioni, spese di tenuta forfettarie o per singola operazione che vi si applicano. Inoltre le banche intervengono talvolta con ricarichi che non hanno attinenza con i costi dei servizi resi.  E’ quanto avvenuto nel 2016 e 2017 in conseguenza di extra tariffazioni per qualche decina di euro per ogni rapporto. Così facendo, hanno recuperato parte degli oneri sostenuti per gli interventi di salvataggio delle consorelle in crisi.

Proviamo a capire se non vi siano alternative più efficienti, in ragione di una maggiore specializzazione, facilità operativa, sicurezza e prezzo dello strumento più adatto.

Il bello del conto di pagamento

In realtà, esiste nell’ordinamento giuridico europeo un istituto giuridico che semplifica di molto il rapporto con le banche. Ben 2 Direttive comunitarie del 2007 e del 2015 lo hanno previsto e regolato. Si chiama conto di pagamento e ora ne vediamo brevemente le caratteristiche. E’ uno strumento ancora poco diffuso. Offre indubbi vantaggi, anche di prezzo, ai consumatori e può cambiare i rapporti tra banche e clientela, superando il conto corrente. 

Il conto di pagamento  è un contratto detenuto presso unistituzione autorizzata, come sono banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica, per lesecuzione di operazioni di incasso e pagamento. Esso è uno strumento specializzato che consente di superare le suddette incoerenze, mediante un più chiaro calcolo delle convenienze dei relativi servizi.

Proviamo a riassumerle:

A) il saldo detenuto sul conto di pagamento non entra nella disponibilità dellemittente, ma deve restare disponibile per i soli servizi di pagamento. In ragione di ciò, non è esposto ai rischi di fallimento dellintermediario, come accade per i depositi e i conti correnti bancari.
B) Il conto non produce interessi debitori (non essendo strumento di concessione di credito) necreditori (essendo le giacenze destinate esclusivamente ad operazioni di pagamento di rapida esecuzione).
C) Le operazioni che vi si possono eseguire sono tutte quelle tipiche di incasso e pagamento (bonifici, addebiti diretti, Mav,Rav,F24, bollettini, giroconti,incasso pensioni, pagamenti alla PA, etc), senza effetti valuta, disponibilità e costi di registrazione delle transazioni. A valere sul conto di pagamento si possono effettuare anche i cosiddetti pagamenti istantanei, introdotti a livello europeo da pochi mesi (fino a 15.000 euro per ciascun trasferimento di denaro, effettuabile in pochi secondi verso il beneficiario).
D) Le condizioni economiche di gestione sono assoggettate alla normativa sulla trasparenza, con alcune agevolazioni fiscali in materia di imposta di bollo e di accensione del contratto.
E) il conto di pagamento si presta alla diffusione di processi automatici e digitalizzati, di facile uso per la clientela.
F) La movimentazione dei conti di pagamento può essere ottenuta tramite le carte dei circuiti internazionali ovvero mediante piattaforme di internet banking e smartphones.
G) L’apertura di un conto di pagamento può agevolmente avvenire da casa con utilizzo di firma digitale e sveltimento delle pratiche di adeguata verifica, ai sensi della normativa antiriciclaggio.

Il futuro è del conto di pagamento

Si è di recente aggiunta nel 2017 il recepimento di una Direttiva europea del 2014. Essa prescrive a tutti i paesi dellUnione lobbligo di offerta, da parte di istituzioni autorizzate, del conto di pagamento di base, per la diffusione tra gli utenti di minore forza contrattuale.

Lobiettivo è attrarre quella parte di popolazione che è stata esclusa dai servizi bancari fondamentali, complici la crisi economica e le più severe politiche delle banche.

Questa impostazione apre a politiche di massa da parte di banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica, considerato lelevato numero di persone a basso reddito.

Bisogna leggere con favore anche lo sviluppo di nuove piattaforme di pagamento collegate a servizi di massa. Tra questi ultimi, pensiamo alle utilities, alla grande distribuzione, alle reti di trasporto ferroviario e autostradale, alla telefonia e ai servizi di welfare privato come le assicurazioni e la sanità.

Una maggiore concorrenza interna nei confronti del sistema bancario potrà dunque dare una più marcata spinta alla diffusione di pagamenti diversi dal contante. Ciò consentirà anche di reagire alle politiche delle grandi piattaforme di commercio elettronico internazionale e dei social network. Esse, al fine di integrare nelle proprie attività principali lintero ciclo dei pagamenti, hanno iniziato a costituire proprie banche.

Una sostanziale spinta al mutamento delle nostre abitudini potrà farci risalire dagli ultimi posti della classifica europea per l’uso smodato del contante.