Il federalismo non può avere toni brutali

Uno Stato è uno Stato se capace di garantire i diritti fondamentali di tutti e la pace della nazione

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Parlavamo di Europa anticipando il fenomeno della globalizzazione come nuova frontiera della conoscenza. Un progetto sovranazionale sul quale confrontare, per etica e, oggi, anche per opportunità, il futuro della nostra storia. Mai più guerre, non più povertà, non una balcanizzazione. Unico l’obiettivo molteplici le lingue. Unico l’interesse che avrebbe aperto le frontiere rendendoci parte integrante del mondo. Uno sviluppo socio-economico ridisegnava ogni cosa. Parlava di un giorno nuovo nel quale tutto sarebbe stata condiviso, anche i pensieri, le aspirazioni, il bello perché al centro c’era l’uomo. Ci rassicurava l’altezza dei filosofi greci, la civiltà romana, l’arte del rinascimento italiano le note dell’Inno alla gioia di Ludwig von Beethoven.

Il federalismo autentico non può pagare prezzi a un disinvolto e incolto separatismo

Purtroppo la logica del tempo ha messo in risalto lentamente e inesorabilmente che non tutti ci sentivano parte in questo progetto.
Quanto federalismo sarà necessario per l’Italia. Quale federalismo se accanto a lacerazioni, strappi, polemiche, al protagonismo di alcuni, non sarà necessario affiancare provvedimenti, una reale attenzione, risorse, l’azione dello Stato. La storia recente, così tormentata da toni graffianti, intolleranze, ha traghettato irrimediabilmente, nell’immaginario collettivo, un’idea di federalismo-separatismo dai toni brutali, parole deliranti e assassine, il senso di uno scontro sempre possibile, la volontà di anteporre gli interessi regionali, comunali come nicchie di benessere per alcuni e occasione di disgregazione sociale e territoriale per altri.
Esiste la volontà di posizionare l’orologio del tempo in un diverso feudalesimo dove la sanità rischia di cadere ostaggio di interessi di parte, di un privato alienato dalla logica del profit e riservato a pochi, a ricchi. Uno Stato è uno Stato se capace di garantire i diritti fondamentali di tutti, la pace della nazione, di interpretare le esigenze delle singole Regioni nel migliorare assistenza e condizioni di salute dei cittadini ma, anche, della necessità che non venga meno la solidarietà e non sia disperso quanto realizzato: il bagaglio di salute che ha fatto di una società un modello di civiltà e tolleranza, di un popolo un esempio di longevità e vivacità intellettuale, di una nazione un habitat di speranza e serenità.