Tamponi, De Luca apre ai privati. Ma è scontro sul bando

Si prova a far decollare lo screening, dove la Campania è maglia nera. Gara in 24 ore al massimo ribasso, protesta Federlab

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Una gara lampo, con offerta al massimo ribasso, per estendere l’analisi dei tamponi ai laboratori privati. La Regione Campania accelera sullo screening dei contagi da coronavirus. Ma è scontro sull’avviso pubblico della Soresa, la centrale degli acquisti regionale. Un’indagine di mercato pubblicata giovedì, con scadenza fissata alle 16 di ieri, per offerte da presentare sulla piattaforma online. Scadenza peraltro prorogata, dal termine originario di mezzogiorno. Oggetto della procedura, individuare i laboratori, anche consorziati, capaci di eseguire diagnosi molecolari su campioni clinici respiratori. Requisito indispensabile: l’utilizzo di protocolli specifici di real time Pcr. Una decisione presa per far decollare i tamponi, campo dove la Campania è maglia nera in Italia, in rapporto al numero di abitanti. Tra i requisiti di selezione – oltre all’accreditamento con la sanità campana – la garanzia di produrre un minimo di 500 tamponi processati al giorno, se a candidarsi fosse un singolo laboratorio. Per le strutture aggregate, la richiesta era di almeno 300 tamponi al giorno per ogni associato. Inoltre, ciascun partecipante doveva impegnarsi a inviare al Cotugno non meno di 10 campioni settimanali. E a completare il quadro di criteri piuttosto selettivi: l’utilizzo di programmi di controllo qualità, e di piattaforme tecniche e kit diagnostici con marcatura Ce- Ivd; la disponibilità di cappe di biosicurezza per manipolazione di campioni biologici; la capacità di procedere a estrazione manuale o automatica del materiale genetico virale. Al momento di andare in stampa, non si conosce l’esito di gara. Ma in precedenza, si era registrata una bagarre. «L’avviso pubblicato sul sito di Soresa – protesta il presidente nazionale di Federlab, Gennaro Lamberti – rischia di tenere fuori una miriade di piccole ma validissime strutture in Campania». Secondo l’associazione di categoria ci sono «almeno due punti incomprensibili», sottolineati in una lettera di Lamberti al governatore De Luca e all’amministratore di Soresa, Corrado Cuccurullo. Il primo «attiene ai termini troppo ristretti entro cui presentare l’istanza di partecipazione. Con una dead line così ravvicinata anche strutture di alto livello rischiano di essere tagliate». Il secondo riguarda la produttività giornaliera. «Quel quantitativo minimo – scrive il presidente di Federlab – non appare in alcun modo proporzionato rispetto alla descritta esigenza. La regione Sicilia, ad esempio, in un’analoga procedura, ha richiesto la capacità di evadere almeno 100 richieste al giorno». Lamberti solleva dubbi pure sulla «strada della gara al massimo ribasso, scelta legittima, ma che rischia di pagare cara in termini di qualità del servizio». Nei giorni scorsi, Federlab aveva offerto alla Regione di effettuare analisi gratuite sui tamponi, nei laboratori associati. All’ente aveva chiesto di acquistare i reagenti, da girare ai propri centri. Ma c’è chi torna a invocare tamponi di massa, come il capo dell’opposizione in consiglio regionale Stefano Caldoro. L’ipotesi – dibattuta in altre regioni – vede contrario De Luca, per il quale è «un’idiozia». Caldoro però non molla: «L’idiozia è essere ultimi in Italia. Più tamponi e meno battute e sostegno alle famiglie ed al personale sanitario». Articolata, viceversa, la posizione del Movimento 5 stelle. «Siamo contenti – dice il capogruppo regionale Valeria Ciarambino – che la Regione, dopo nostre pressanti richieste, abbia finalmente deciso di coinvolgere anche i laboratori privati. Ma non è chiaro per quale ragione non si sia prima esaurita del tutto la richiesta di tantissimi laboratori pubblici, che da tempo chiedono di essere coinvolti. Né si comprende perché la manifestazione d’interesse da parte di Soresa sia scaduta dopo appena 24 ore dalla sua pubblicazione. Implementare le strutture adibite all’analisi dei tamponi non risolve comunque il problema a monte, quello delle procedure per i prelievi, ancora macchinose e con troppi passaggi, che continuerà a far registrare tempi biblici».

(Dal Quotidiano del Sud-L’ALTRAVOCE della tua Città)

2 Commenti

  1. […] Tamponi e laboratori privati, è giallo sulla gara lampo, indetta dalla Soresa. C’è una determina della centrale di committenza regionale, con i nomi dei vincitori. Ma non risulta – al momento di andare in stampa (le 21 di ieri) – una comunicazione sul sito della Soresa, né sul Bollettino della Regione Campania. Circostanza singolare, per un’indagine di mercato assai urgente, a più di tre giorni dalla scadenza. Intanto, sulla procedura piovono le indiscrezioni su un’inchiesta. Secondo alcuni quotidiani, la procura di Napoli avrebbe avviato verifiche. Nel mirino il bando pubblicato giovedì 2 aprile, e scaduto nemmeno 24 ore dopo. Un avviso pubblico per reclutare laboratori privati, in grado di assicurare una grossa mole di lavoro. La gara prevede un’offerta al massimo ribasso, e un contratto di 4 mesi, anche rinnovabili. Oggetto: individuare i laboratori, anche consorziati, capaci di eseguire diagnosi molecolari su campioni clinici respiratori. Requisito indispensabile: l’utilizzo di protocolli specifici di real time Pcr. Una scelta decisa per far decollare i tamponi, campo dove la Campania è maglia nera in Italia, in rapporto al numero di abitanti. Tra i requisiti di selezione – oltre all’accreditamento con la sanità campana – la garanzia di produrre un minimo di 500 tamponi processati al giorno, se a candidarsi è un singolo laboratorio. Per le strutture aggregate, la richiesta è di almeno 300 tamponi al giorno per ogni associato. Inoltre, ciascun partecipante deve impegnarsi a inviare al Cotugno non meno di 10 campioni settimanali. E a completare il quadro di criteri piuttosto selettivi: l’utilizzo di programmi di controllo qualità, e di piattaforme tecniche e kit diagnostici con marcatura Ce- Ivd; la disponibilità di cappe di biosicurezza per manipolazione di campioni biologici; la capacità di procedere a estrazione manuale o automatica del materiale genetico virale. Gli accertamenti della procura riguarderebbero pure un altro versante: il presunto accordo, da 750mila euro, tra il centro privato Ames, con sede a Casalnuovo di Napoli, e l’Istituto Zooprofilattico di Portici. Un’intesa grazie alla quale l’ente pubblico, oggi, può lavorare centinaia di tamponi al giorno. Gli accertamenti verterebbero sulla correttezza dei rapporti con l’azienda privata, nel rispetto dei principi di evidenza pubblica. Stretto riserbo dalla procura di Napoli, trincerata dietro un no comment, sui rumors per l’indagine. Ma c’è incertezza anche sull’altro fronte: il bando per i laboratori privati. […]

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