Il Centro espulsioni di Bari dal quale questa mattina è stato liberato il nigeriano Adam

Il signore nigeriano conosciuto a Salerno come Adam, rinchiuso dal 6 agosto in un Centro di espulsione a Bari dopo essere stato fermato dalla polizia perché si era lavato nudo per strada, è tornato libero. Dopo quasi un mese di reclusione. Davanti a lui, che ha vissuto e subito le violenza della Libia, ancora tanta incertezza per un percorso che ha bisogno, sicuramente, di elaborare i tanti traumi vissuti.
Una rete di persone e associazioni, con al centro le competenze e la caparbietà di alcuni avvocati tra Salerno e Bari, in particolare Rossella Riccio, Serena Zicari e Erminia Rizzi, ha lavorato affinché Adam venisse liberato. Ufficio Migrantes e Missionari e Laici Saveriani, associazione Marea, associazione Venite Libenter, Campagna LasciateCIEntrare, Associazione Senegalesi di Salerno hanno contribuito, ognuna con le proprie capacità, a questo esito. Ora subentra e comincia una parte inedita, ancora più difficile anche perché i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali sono ancora poco preparati ad affrontare i traumi di chi è passato per le rotte e i luoghi di estrema violenza delle migrazioni odierne.
Purtroppo, la politica ci ha fatto perdere anni ed anni, tra propaganda anti-immigrati e business dell’accoglienza consentito dalle istituzioni, in primis dal Ministero dell’Interno e una serie di Prefetture, come anche diverse indagini della Magistratura hanno mostrato.
In questi anni, invece, si sarebbe dovuto costruire un sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati rispettoso delle persone e, insieme, servizi sanitari e socio-sanitari idonei ad affrontare traumi e condizioni specifiche connesse alle migrazioni ed ai relativi viaggi. Tutto ciò non è avvenuto. E di questa perdita di tempo a pagare le spese sono prima di tutte le persone che hanno patito più sofferenze. È ormai giunto il momento di trovare i modi affinché non continui ad essere così, abbandonando la propaganda e riconoscendo i bisogni e diritti delle persone, costruendo politiche pubbliche all’altezza dei problemi e delle esigenze individuali e sociali da affrontare.