Il popolo Pd disobbedisce a De Luca. Tutti i dati

Nel feudo salernitano Martina supera di poco il 50%, perdendo nettamente a Fisciano, Battipaglia, Cava de' Tirreni e Capaccio Paestum. Significativo il dato del capoluogo, dove per la prima volta il candidato del governatore non si afferma in tutti i seggi, ma solo in 13 su 16. Zingaretti vince anche nella sezione "di famiglia", disertata però dal presidente della Regione, che non ha votato

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Alle 10 del mattino del lunedì, la prima dichiarazione, e anche questo ritardo è un segnale: “Straordinario il valore della partecipazione alle primarie, che segnala un cambiamento generale di clima nel nostro Paese. Si comincia a voltare pagina e si crea la possibilità di una svolta in Italia. Complimenti e auguri di buon lavoro a Nicola Zingaretti, il cui risultato netto dà autorevolezza al rinnovo della segreteria del Pd. Si apre una nuova stagione nella vita del Partito democratico, e come è stato detto nei giorni scorsi la prospettiva di un rilancio del Pd è nell’interesse dell’Italia, non di una parte politica”. Tuttavia, al di là di quelle che sembrano solo vuote frasi di circostanza (un registro abbastanza insolito per lui, che aborrisce i formalismi), Vincenzo De Luca che, come riferisce qualche quotidiano oggi in edicola, ha disertato l’appuntamento, non può dirsi assolutamente contento di come siano andate le Primarie del Pd. In Campania, ma soprattutto nel feudo salernitano. Certo, porta a casa (in coabitazione però con altri capibastone Pd) la segreteria regionale (probabilmente l’obiettivo numero uno) con Leo Annunziata, sindaco di Poggiomarino che prevale nettamente sugli altri due candidati, Armida Filippelli e Umberto Del Basso De Caro. Però il “cavallo” su cui aveva puntato per la segreteria nazionale, Maurizio Martina, esce ammaccatissimo in Campania e non sfonda a Salerno e provincia, dove pure era accreditato della solita percentuale “bulgara” che il governatore ha sempre garantito – con qualsiasi mezzo – al proprio candidato di bandiera in ogni consultazione. Lontanissima appare l’imbarazzante percentuale (oltre il 70%) fatta raggiungere a Martina nei congressi di circolo. Il popolo dei gazebo ha deciso diversamente rispetto al voto espresso dagli iscritti un mese fa.

CAMPANIA Il dato ottenuto da Nicola Zingaretti in Campania si aggira intorno al 55%. Anche nel resto della regione, quindi, il nuovo segretario ribalta nelle primarie aperte il risultato che l’aveva visto sconfitto nelle convenzioni, in cui votavano solo gli iscritti al partito. La percentuale di Martina in Campania è tra il 35-40%. L’affluenza si è attestata intorno ai 149mila votanti, leggermente al di sotto delle ultime primarie del 2017. Zingaretti si impone a Napoli e a Caserta, cedendo il passo a Martina nelle province di Avellino, Benevento e Salerno. A Napoli e provincia (54.800 votanti) i dati provvisori premiano Zingaretti con il 51,4%, Martina si ferma al 38,5%, Giachetti chiude all’8,6%.

SALERNO A verbali non ancora chiusi, in provincia di Salerno il segretario uscente del Pd valica di poco il 50%, con Nicola Zingaretti che lo tallona a distanza di pochissimi punti percentuali. Addirittura nel capoluogo, cosa mai accaduta in passato, il candidato di De Luca non vince in tutte le sezioni, ma solo in 13 su 16: nelle altre tre (Salerno 3, presso Chocolate Cafè, Salerno 6, federazione del partito in via Manzo, dove avrebbe dovuto votare il governatore, e Salerno 11, presso il Polo Nautico a Pastena), si afferma nettamente il neosegretario nazionale del partito. A Fisciano trionfa Zingaretti, che lascia le briciole al rivale. Identico responso a Cava de’ Tirreni, e a Battipaglia, dove il presidente della Regione Lazio schizza al 67%. E perfino nel territorio del “re delle fritture” Franco Alfieri, Martina rimedia una sonora sconfitta: a Capaccio Paestum, dove Alfieri (eletto nell’Assemblea nazionale del partito) sarà candidato sindaco del Pd, esce bruscamente ridimensionato dalla contesa vincendo, ma solo di misura, ad Agropoli. E’ un muro che crolla, oppure De Luca (come ha fatto anche qualche altra volta in passato) ha tenuto il piede in due staffe? Il figlio Piero, deputato eletto a Caserta (con i resti) si è dato un gran da fare in campagna elettorale, visitando tutta la provincia: quindi l’impegno della famiglia al fianco di Martina c’è stato. Ma lui, il governatore, si è guardato bene dallo scendere in campo in prima persona, almeno stavolta. Non è affatto da escludere che a consigliargli questo disimpegno sia stato un calcolo realistico di convenienza. Fiutata l’aria avrà capito, lui che ha antenne sensibilissime, che Zingaretti veleggiava con il vento in poppa. E ha abbandonato Martina al suo destino.