Il Sarno è una bomba ecologica, la Regione si muova

Un decreto ministeriale esclude il fiume (è tra i più inquinati del mondo) tra le aree di interesse nazionale da bonificare. Quindi, trasferisce le relative competenze alle istituzioni regionali. Un incontro con le amministrazioni territoriali

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Il Sarno è ormai un'emergenza nazionale: sulla Regione ricade l'onere di provvedere al disinquinamento, ma al momento ben poco si è visto in termini di interventi concreti
Il Sarno è il fiume più inquinato d’Europa ed il sesto al mondo, nonostante progetti milionari di bonifica. E secondo diversi ricercatori, i veleni presenti sono causa dell’aumento di malattie, tra gli abitanti del bacino idrografico. Un’interrogazione al Senato dei 5 stelle denuncia l’assenza di manutenzione. E il ministro dell’ambiente Sergio Costa, nel rispondere, richiama la Regione alle sue responsabilità. Una modifica legislativa di 7 anni fa, infatti, non include il Sarno tra le bonifiche di interesse nazionale. Un concetto da ribadire domani ai sindaci del territorio, invitati al ministero per illustrare il masterplan.
L’interrogazione. A presentare l’interrogazione a risposta scritta, nel novembre scorso, è la senatrice sarnese Luisa Angrisani. Tra i cofirmatari altri pentastellati, come il geologo Franco Ortolani, Sergio Puglia e Virginia La Mura. «Oltre alle tonnellate di plastica e rifiuti di ogni tipo – si legge -, occorre tenere a mente che la quantità d’acqua, in questi giorni di allerta meteo, nel letto del Sarno è a livelli record e, se la pioggia continuerà con questa intensità, si rischiano nuove esondazioni». E inoltre «non può sottacersi la circostanza che vede il fiume tra i 20 fiumi più inquinati del mondo. Durante i lavori della conferenza sui fiumi meno salubri del pianeta, tenutasi a New York – scrivono i senatori grillini -, il Sarno è stato classificato al sesto posto per livello di inquinamento» Per il Cnr, nelle sue acque e in quelle degli affluenti si rilevano cadmio, piombo, arsenico e pesticidi. «Conseguentemente, secondo diversi ricercatori italiani e stranieri – avvertono i senatori – il mix di inquinanti ha provocato nel corso degli anni un aumento, tra gli abitanti del bacino idrografico, di diverse malattie, dalle cardio respiratorie alle tumorali». Al ministro si chiede se «intenda attivarsi affinché vengano individuate le modalità tecniche ed esecutive per la pulizia di fondali, canali e bonifica del fiume ovvero le responsabilità circa la manutenzione ordinaria unitamente a quella straordinaria, che risulta agli interroganti del tutto assente».

La risposta di Costa. Il 19 marzo arriva la risposta di Costa. C’è il capitolo del dissesto idrogeologico delle aree confinanti con l’alveo. Il ministro parla di 5 interventi per la manutenzione e il ripristino della funzionalità idraulica, finanziati da complessivi 4,5 milioni, nell’ambito dell’accordo di programma sulla mitigazione del rischio idrogeologico. Per la salvaguardia ambientale, riporta «interventi “significativi”» , indicati nel piano di gestione delle acque. Si tratta della realizzazione di nuove opere nel contesto del sistema depurativo. C’è anche una delibera regionale di ottobre, a prevedere il potenziamento del monitoraggio, incluse «attività di pattugliamento e un piano di azioni contro il fenomeno dell’abbandono di rifiuti». Lo scenario, a breve termine, resta però drammatico. E Costa deve rievocare la riforma di 7 anni fa, che ridefinisce l’ambito di competenza dei Sin. Sulla base delle nuove norme, un decreto ministeriale esclude il Sarno tra le aree di interesse nazionale da bonificare. Quindi, trasferisce le relative competenze alle Regioni. «Anche le attività di pulizia dei fondali e dei canali – spiega il ministro dell’ambiente – sono assegnate alle Regioni ed agli enti locali, quali soggetti competenti per territorio alla gestione dei beni del demanio idrico». Si fa però presente che il ministero – attraverso l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale – sta «lavorando per la predisposizione di un masterplan per il bacino del Sarno finalizzato al miglioramento dello stato ambientale del corpo idrico e alla sua manutenzione». Nel processo di condivisione del masterplan, c’è l’incontro di domani con le amministrazioni locali.