Venerdì scorso, nel giardino del ristorante Il Papavero, in Eboli, si è svolta una serata di degustazione di sigari toscani, in abbinamento a prodotti del territorio. La serata è stata curata dal “Cigar Club Piana del Sele”. Scopo dell’iniziativa, promuovere la cultura della fumata lenta, nonché educare a una corretta degustazione del sigaro attraverso corsi di formazione, eventi, momenti di convivialità rivolti a tutti.
Fumo il sigaro da venti cinque anni. Il mio primo sigaro fu un Pedroni all’anice, una scelta legata al ricordo del profumo e del sapore dell’anice, che mia nonna utilizzava per allungare il caffè. I Pedroni, oltre a questo, mi consentivano una fumata più disinvolta, da fumatrice di sigaretta, e mi potevano accompagnare dappertutto, mentre avvolgevano i luoghi, che attraversavo, con una nuvola odorosa di fumo. Una cosa necessaria, fumare un sigaro in pubblico, per una donna, è un problema, lasciare una traccia profumata induce curiosità e smorza i commenti. Una donna che fuma il sigaro gli uomini la vivono come una provocazione, non tutti ma molti, e le stesse donne, pur essendo tentate dal sigaro, preferiscono lasciare perdere. Non mi sento di biasimare le altre donne. Per questo mio vizio, esercitato all’aperto e senza censure, sono continuamente costretta a spiegarne le ragioni, come se fosse anormale fumare il sigaro per una donna. Eppure non ho mai pensato di smettere. Oggi fumare sigari è di gran moda. Dai tabaccai la scelta è infinita, soprattutto tra quelli profumati. Il mondo dei fumatori di sigaro autentici però si divide tra gli amanti del sigaro Toscano, con tutte le sue varietà, e gli amanti dei sigari cubani: Cohiba, Montecristo, RomeoyJulieta, i più famosi. Ben venga un club con lo scopo di educare alla fumata lenta e aperto anche alle donne. Una utile occasione per migliorare i rapporti tra sessi. Rapporti mai così disastrati come in questa epoca.