Incidenti sul lavoro, è allarme in Campania. Una regione in controtendenza rispetto al trend nazionale, in lieve miglioramento. Secondo l’analisi di Federcepi costruzioni, elaborando dati Inail, nel primo semestre 2019 le denunce di infortunio in Italia sono diminuite dello 0,18%, passando da 324.408 (primi sei mesi del 2018) a 323.831. In Campania, invece, sono aumentate dello 0,5%. Una crescita maturata mentre nel Mezzogiorno si registra una flessione di denunce (-0,89%), superiore al dato nazionale. Percentuali peggiori di quelle campane in Umbria (+3,6%), Sardegna (+3,3%), Liguria (+1,06%), Toscana (+1,01%), Marche (+0,83%), Veneto (+0,55%). Tutte regioni dove, però, spesso il tasso di occupazione è superiore. Peraltro, non è una novità la tendenza negativa in Campania. La Relazione annuale Inail 2018, pubblicata nel giugno scorso, evidenziava in Italia una leggera diminuzione degli incidenti rispetto al 2017. In Campania, tuttavia, si rilevava un incremento delle denunce dell’1% rispetto al 2017, in linea con una crescita «praticamente costante – afferma Federcepi-, senza interruzioni, dal 2015». E inoltre «dati ancora peggiori – aggiunge l’associazione dei costruttori – emergevano relativamente alle denunce di infortunio con esito morale: 93 nel 2018, il 33% in più rispetto all’anno precedente, con un +9% in più nel quinquennio 2014-2018 (il medesimo dato su scala nazionale, era del +6% su base annua e del 3% rispetto al 2014)». Un quadro negativo, finora rimasto in secondo piano. «La Campania è una delle regioni italiane con la maggiore incidenza di sinistri mortali sul lavoro- dice il presidente di FederCepi Costruzioni, Antonio Lombardi-: i dati sono assolutamente allarmanti, e collocano la nostra regione tra le peggiori aree del Paese. Occorrono misure urgenti e investimenti per potenziare le politiche di prevenzione e garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro».