Inattivi record, a Salerno la Caporetto dell’occupazione

I dati dell'Istat: nel 2018 è cresciuto il numero di coloro che un lavoro nemmeno lo cercano più. Segno negativo nell'industria, nei servizi e perfino nell'agricoltura

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Calano gli occupati a Salerno e in Campania nel 2018. Per la regione, un dato Istat in controtendenza nel sud. Tra le cinque province, soltanto Napoli fa registrare un’altra contrazione. Diminuiscono, inoltre, i disoccupati salernitani e campani. Ma si tratta di persone, probabilmente, andate a infoltire la schiera degli scoraggiati. In pratica, il lavoro non lo cercano più. Un indizio lo forniscono le cifre su “non forze di lavoro” e tasso di inattività, entrambe in crescita per Salerno e Campania.

Salerno perde occupazione. L’indagine sul mercato del lavoro riporta che, nel 2018, la provincia di Salerno conta 350mila occupati (218mila maschi e 132mila femmine), pari ad un tasso del 46.7% nella fascia d’eta 15-64 anni. L’anno precedente c’erano 3mila occupati in più, pari al 47.3%. Sono numeri in linea con quelli della regione, scesa da 1 milione e 674mila occupati ad un milione e 664mila. Il tasso campano cala dal 42.0% al 41.6%. «Nel Mezzogiorno – annota l’Istat – la crescita del tasso di occupazione interessa tutte le regioni con l’eccezione di Campania (-0,4 punti) e Basilicata (-0,1 punti). Gli incrementi più accentuati si stimano in Sardegna e Molise (rispettivamente +2,3 +1,7), seguiti da Calabria, Abruzzo e Puglia (+1,3, +1,2 e +1,0 punti)». In provincia di Salerno, la perdita di occupati colpisce tutti i settori, con la significativa eccezione dei servizi. L’agricoltura passa da 23mila a 20mila; l’industria in senso stretto da 47mila a 44mila; le costruzioni da 22mila a 21mila. I servizi, invece, salgono da 261mila a 266mila.
Meno disoccupati, divenuti “scoraggiati”. Meno disoccupati in provincia di Salerno, ma le cifre vanno incrociate con la discesa degli occupati e l’aumento di inattivi. In un anno, Salerno li vede ridursi da 67mila a 62mila (36mila maschi, 26mila femmine). Di conseguenza, il tasso descresce (dal 15.9% al 15.0%). Analoga dinamica per la Campania, dove i disoccupati sono 443mila nel 2017, e in 12 mesi diventano 426mila (dal 20.9% al 20.4%).
L’aumento degli inattivi salernitani. Il quadro si completa con le “non forze di lavoro” e il tasso di inattività (15-64 anni). In provincia di Salerno, le prime salgono da 319mila a 326mila (116mila maschi, 210mila femmine). Il secondo dal 43.6 al 44.8. In Campania le “non forze di lavoro”, nel 2018, ammontano ad un milione e 839mila persone, con una proporzione quasi di uno a due tra i generi: 637mila uomini ed un milione e 202mila donne. Ma soprattutto, in  12 mesi aumentano di 24mila unità. Il tasso di inattività, già elevato, cresce dal 46.6% al 47.4%. E c’è assai poco da festeggiare.