Intesa Regione-Aiop, fascicolo dei pm di Napoli

Finanziamenti regionali alle case di cura, l’inchiesta penale dopo quella contabile. Covid Center di Napoli, Caserta e Salerno: l’ex parlamentare Taglialatela ascoltato su presunti danni erariali dalla Corte dei conti: aperta nuova indagine

0
275

Ospedali Covid, ora indaga anche la Corte dei conti. E sui fondi della Regione alla sanità privata, per l’emergenza coronavirus, gli atti sono alla procura di Napoli. Nuove svolte sono all’orizzonte, nelle inchieste sugli appalti della sanità.
Case di cura, atti ai pm di Napoli.Un primo risvolto mette a fuoco il protocollo tra Regione e Aiop. Serviva per usufruire di posti letto aggiuntivi, durante l’emergenza. E alleviare, così, il carico delle terapie intensive negli ospedali. Oggi la procura regionale della Corte dei conti, in un’indagine della guardia di finanza di Napoli, ipotizza un danno erariale da 20 milioni. Sono finanziamenti elargiti a 56 case di cura private, grazie a quell’accordo. Soldi pubblici erogati – è il sospetto degli inquirenti – anche senza effettive prestazioni. Si indaga su alcuni punti dell’intesa. Tra essi, quello che prevedeva di pagare «il 95 per cento del budget mensile assegnato ogni anno alle singole cliniche a prescindere dal valore reale della produzione». Per il vice procuratore Licia Centro e il sostituto procuratore Davide Vitale, in Campania sarebbe stata interpretata «in modo strumentale» la normativa primaria. Consentendo, quindi, di remunerare i privati anche solo per la disponibilità dei posti letto. A segnalare la presunta anomalia, alcune Asl, orientate a non liquidare alcune fatture. Ossia, proprio quelle presentate in assenza di prestazioni. In seguito, la procura contabile ha dato il nulla osta alle fiamme gialle, per trasmettere ai pm napoletani le informative dell’inchiesta. A quanto risulta, un fascicolo di indagine sarebbe aperto presso la procura ordinaria. Non emergono ancora, allo stato, ipotesi di reato né indagati. Almeno inizialmente, i documenti sarebbero rubricati a modello 45. Vale a dire, nel registro degli atti non costituenti notizie di reato. L’indagine esplorativa è sempre delegata al nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Napoli, guidato dal colonnello Domenico Napolitano.
Covid Center, fascicolo alla Corte dei conti. Le carte sulla sanità privata hanno viaggiato dalla magistratura contabile a quella ordinaria. Percorso inverso, invece, per gli atti sull’appalto dei Covid Center. L’ex parlamentare Marcello Taglialatela, autore di sei esposti alla procura di Napoli, ieri è stato ascoltato per 3 ore alla Corte dei Conti. A convocarlo, venerdì scorso, i magistrati contabili. Taglialatela ha depositato il materiale nell’ufficio inquirente. Poi ha messo a verbale la sua testimonianza. «Hanno voluto avere copia delle denunce e degli allegati già consegnati – dichiara il politico all’Ansa – hanno verbalizzato le mie dichiarazioni e mi hanno anche assicurato che pure su questa vicenda sarà aperto un fascicolo d’indagine finalizzato ad accertare un eventuale danno erariale». L’ex deputato, presidente dell’associazione Campo Sud, si dice «soddisfatto perché anche la magistratura contabile sta mostrando interesse riguardo la vicenda degli ospedali Covid. Credo abbiano compreso che richiede la massima attenzione, anche in tempi rapidi». Inoltre «il fatto che sia stato ascoltato – aggiunge Taglialatela – dimostra che anche loro ipotizzano che ci possano essere gravi indizi di colpevolezza. Mi hanno assicurato che sarà aperto un fascicolo sebbene non sia obbligatorio». L’inchiesta penale sui ospedali Covid – tra cui quello del Ruggi d’Aragona – ipotizza una serie di turbative d’asta. Nel registro degli indagati, per ora, figurano il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva; il consigliere regionale Luca Cascone, fedelissimo del governatore De Luca; il presidente di Soresa, Corrado Cuccurullo; l’ingegnere Roberta Santaniello, membro dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione. I pm Simone de Roxas e Mariella di Mauro, coordinati dal procuratore aggiunto di Napoli, Giuseppe Lucantonio – indagano su vari filoni. Per quanto concerne la lavorazione dei tamponi, sono indagati il direttore dell’Istituto Zooprofilattico, Antonio Limone, il direttore sanitario del centro diagnostico Ames di Casalnuovo, Antonio Fico e un consulente dell’Iszm, il veterinario battipagliese Pellegrino Cerino.
L’esposto di Taglialatela. Per una panoramica sulle inchieste, è utile esaminare la memoria di Taglialatela, adesso in possesso della Corte dei conti. Tra le criticità rilevate «il fatto che, contrariamente alle previsioni del bando – si legge -, le attrezzature acquistate non mi risultano ancora essere operative né collaudate (il caso di Caserta e Salerno, ndr). Particolare significativo al riguardo il fatto che la ditta fornitrice (Med di Padova), ad un certo punto, non riesce a consegnare una delle attrezzature qualificanti i cosiddetti moduli, ovvero i ventilatori polmonari, per i quali la Regione ad Aprile mi risulta aver avviato un’indagine di mercato per l’acquisto di circa 100 apparecchi, che poi però mi risulta non aver avuto seguito». Secondo l’ex parlamentare, «la fornitura di cui trattasi subisce, inoltre, diverse variazioni che ne hanno fatto lievitare i costi». E «nell’ambito delle procedure di acquisto e di variazione, risultano esservi stati delle interferenze di soggetti che si sono inseriti nella procedura e, tra essi, il Consigliere Regionale Cascone che, da un documento in mio possesso, risulta essersi direttamente rapportato con la ditta fornitrice per concordare variazioni quali/quantitative delle attrezzature commesse». Relazioni su cui si prova a far luce.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)