Sono tre giorni che il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, ha emesso un’ordinanza, che vieta la balneazione nelle acque del borgo di Sant’Angelo, in seguito ai controlli effettuati dall’Arpac, controlli che hanno evidenziato la presenza di  una situazione di non conformità dei parametri microbiologici, e sono tre giorni che la gente continua ad affollare la spiaggia di Sant’Angelo e a fare il bagno, ignara, forse, del divieto. La storia si ripete puntuale, il divieto di balneazione a Sant’ Angelo non è  solo cosa di questi giorni, è già accaduto, e viene da chiedersi se per caso il problema si manifesti a posta in estate visto che, in questo periodo, la capienza di Sant’Angelo si quadruplica, o se forse il problema è  sempre lo stesso, solo che risolverlo per due mesi, luglio e agosto, sembra superfluo. La cosa fa particolarmente rabbia perché a Cava Grado, ad esempio, che sempre Sant’Angelo è, l’acqua è piena di banchi di pesci neonati, banchi che sono a riva, a riprova di una acqua viva e tutt’altro che putrida. È così difficile risolvere un problema all’impianto fognario, ma soprattutto non sarebbe ora di ripensare al turismo sull’isola, visto pure il cambio di orientamento dei turisti, che a fronte di pacchetti alberghieri sempre più a buon mercato, preferiscono soggiornare, invece, nei B&B e nei weekend, affollando l’isola in maniera ancora più discontinua e problematica? Riparare la rete fognaria in maniera pronta vuol dire salvaguardare l’economia dell’isola, non sono d’estate ma tutto l’anno, e far godere agli autoctoni e ai turisti un mare che sorprende ancora per la sua bellezza, e vuol dire anche prendere atto che serve viaggiare sempre alla stessa velocità, d’inverno e d’estate, con i controlli sul territorio. Solo così è possibile garantire all’isola un’esistenza all’altezza di ciò che offre da sola, a dispetto degli umani e dei buchi nella rete fognaria.