“La bellezza del figurativo” da sabato al Catalogo

Presso la prestigiosa galleria salernitana di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, una collettiva dedicata ad alcuni dei pittori che hanno fatto grande il Novecento italiano. In mostra, tra gli altri, una china acquerellata e una china su carta di Guttuso, una emulsione di Schifano, un acquerello di Cassinari, un olio su tela di Guidi e un olio su cartone di Omiccioli

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Una storica foto della Galleria Il Catalogo, punto di riferimento negli anni dei più noti artisti e intellettuali italiani e stranieri

Sabato 6 Aprile 2019 alle ore 11,30 verrà inaugurata presso la Galleria Il Catalogo la collettiva dedicata ad alcuni dei pittori figurativi che hanno fatto grande il Novecento italiano. In mostra, tra gli altri, una china acquerellata e una china su carta di Guttuso, una emulsione di Schifano, un acquerello di Cassinari, un olio su tela di Guidi e un olio su cartone di Omiccioli.

Da sabato 6 aprile si potranno ammirare il segno di Remo Brindisi, che riprende uno dei simboli della settimana Santa spunto per esprimere un universale significato esistenziale primigenio, l’omaggio a Campigli di Mario Carotenuto, con il suo spazio multiplo ricreante la natura delle cose, il lirismo fantastico di Ernesto Treccani, uno splendido nudo di Bruno Cassinari, svelanti morbide pulsazioni e vibrazioni, in una liquidità cromatica composta di aeree policromie, Virgilio Guidi, e il suo tratto marcato da un espressionismo visionario dove anche la consistenza della materia pittorica si dissolve ormai in una pura e fantasmatica parvenza d’immagine, unitamente a Renzo Grazzini, con la sua figurazione essenzialmente “realistica”, maturata in una sorta di personale e intenso espressivismo. L’esposizione ospiterà anche un disegno e una gouache di Renato Guttuso, due sue riflessioni sul nudo femminile, omaggio ad un pittore coerente e sincero, capace di raccontare in pittura la sua vita ed il suo mondo senza censure e senza scendere a compromessi, l’ironia graffiante di Mino Maccari, un’opera di Luciano Minguzzi, pittore della sacralità della vita e della storia col suo creativo gesto plastico, Enrico Paulucci e le sue “impressioni”. Spazio anche ad Antonio Possenti, con la sua narrazione popolata di strani uccelli, boschi incantati, giocattoli fantastici e alla tradizione di Sergio Scatizzi, composta in una misurata costruzione, una sinfonia toscana per esaltare tutte le contraddizioni della sua terra. In mostra anche una sezione dedicata alla scuola salernitana, in modo da mantenere un filo sempre vivo con la città, con le sue forme creative, a partire dal realismo coloristico di Virginio Quarta, la pittura di Eliana Petrizzi in cui riesce a far convivere, desiderio di sogno, memorie, contemporaneità del sentimento, in una apparente leggerezza celebrandovi l’infelicità di un mondo ucciso dal progresso, dal suo frenetico correre verso un nulla che porta ad una volontaria reclusione dell’io cui si aggiunge l’occhio informale di Giovanni Tesauro.