La Città-Treofan: il fronte unico dei traditi dall’Ingegnere

Sia il quotidiano che l'azienda di Battipaglia sono stati svenduti, in tempi diversi, da Carlo De Benedetti: allo studio iniziative di lotta comuni. Intanto il coordinamento dei Cdr dei giornali del gruppo Gedi chiede ai vertici la riacquisizione della testata

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La Città e Treofan. Cosa hanno in comune il quotidiano salernitano e il sito produttivo di Battipaglia, a parte le lettere di licenziamento notificate ai dipendenti (4 nel primo caso, 67 nel secondo)? E’ molto semplice: entrambe le aziende hanno avuto come proprietario Carlo De Benedetti e entrambe, in tempi diversi, sono state “svendute” dall’Ingegnere. Per 250mila euro nel 2016 il quotidiano, ceduto alla coppia di imprenditori formata da Giovanni Lombardi (di Scafati) e Vito Di Canto (di Eboli); per il doppio, 500mila euro, l’azienda di Battipaglia alla multinazionale indiana Jindal. Significativamente, già all’indomani dell’incontro con la proprietà, nel corso della quale i vertici di Edizioni salernitane Srl hanno ribadito la volontà di procedere con i quattro licenziamenti, una delegazione di giornalisti de La Città si era recata al presidio dei lavoratori della Treofan, a Battipaglia e aveva incontrato i delegati sindacali e i rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Oltre a portare la solidarietà e a ringraziare per quella ricevuta dai lavoratori dello stabilimento battipagliese per i quali è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, i giornalisti avevano ricordato “la comune esperienza”. D’altronde, già nel corso dell’incontro stampa che si era tenuto a Palazzo di Città lo scorso lunedì, la giornalista Clemy De Maio del Cdr, uno dei quattro licenziati, aveva sottolineato la vicinanza con i lavoratori dello stabilimento battipagliese.

Sulla vicenda del quotidiano salernitano, è sceso in campo anche il coordinamento dei Cdr dei giornali del Gruppo Gedi di De Benedetti, con una lettera indirizzata al presidente Marco De Benedetti, al presidente onorario Carlo De Benedetti, all’amministratore delegato Laura Cioli e al direttore generale Marco Moroni. “Meno di tre anni fa  – è scritto nella missiva – il Gruppo Espresso fu in qualche modo costretto a vendere il quotidiano La Città di Salerno in rispetto della normativa antitrust. Si stava procedendo alla fusione con La Stampa e il Secolo XIX che avrebbe portato alla costituzione del gruppo Gedi. Dall’autunno del 2016 a oggi le cronache – non solo sindacali – in Campania sono state spesso riempite da notizie negative sulla sorte de La Città. Ora stiamo intravedendo i titoli di coda. In questi giorni sono attese quattro lettere di licenziamento (forse le prime) per altrettanti nostri colleghi, quasi un quarto dell’intero corpo redazionale (13 giornalisti più il direttore responsabile)”. “Siamo certi che non era questo l’obiettivo del management del Gruppo Espresso, quando firmò la vendita di quella testata. Ora, vi chiediamo di prendere in considerazione la riacquisizione de La Città. L’incidenza delle vendite sicuramente oggi non supera il tetto imposto dalle norme antitrust. Aver perso una voce nel Sud Italia è stato un impoverimento per il nostro gruppo”, si legge ancora nella nota. Il coordinamento dei Comitati di redazione GNN “è disponibile a un confronto per fare la sua parte nell’obiettivo di salvare posti di lavoro e una testata che per tanti anni è stato un presidio di informazione e legalità”.