La Lega si ostina e De Luca si salva ancora

Nemmeno l'ultimo consiglio dei ministri approva la sostituzione del presidente della Regione, incompatibile in forza della norma sul divieto di doppio incarico. Il governo decide di commissariare la sanità calabrese, ma la Campania resta tabù, vanificando l'auspicio del ministro Grillo

0
290
La Sanità campana resta commissariata ma il ministro Grillo non riesce per la seconda volta a sostituire De Luca, grazie agli appoggi che il governatore riesce ad ottenere dal partito di Salvini

Sanità campana, salta la nomina del nuovo commissario, al posto di Vincenzo De Luca. E l’affaire apre un nuovo fronte nel governo, percorso da tensioni Lega-M5S. Salva la poltrona, per ora, il governatore, da tempo sulla trincea delle carte bollate. Come appariva chiaro da ieri – quando era pure giunto il rifiuto del manager ligure Fulvio Moirano, indicato dal ministro della salute Grillo – nemmeno l’ultimo consiglio dei ministri approva la sostituzione di De Luca, incompatibile in forza della norma sul divieto di doppio incarico. Anzi, il dossier nemmeno compare all’ordine del giorno del cdm, riunito oggi a Reggio Calabria. Il governo decide di commissariare la sanità calabrese, ma la Campania resta tabù, vanificando l’auspicio del ministro Grillo. Sullo sfondo, la Lega resiste all’offensiva anti De Luca dei 5 stelle. Non cela il malumore la titolare del dicastero della salute. «In Parlamento abbiamo votato una legge che prevede l’incompatibilità tra la carica di presidente di Regione e quella di commissario. – ricorda Grillo agli alleati- Non è una legge facoltativa, va applicata. Se la Regione rimane commissariata, non lo deve ad una decisione soggettiva, ma oggettiva dopo l’analisi di dati dei tavoli di monitoraggio, che si sono riuniti e hanno certificato che la Campania rimane commissariata al di là dei capricci». Torna ad attaccare i leghisti la consigliera regionale Valeria Ciarambino: «È arrivato il momento per la Lega di dire, una volta per tutte, da che parte sta. Se con i cittadini della Campania, che da anni invocano il sacrosanto diritto a un’assistenza sanitaria adeguata, o con chi ha devastato la sanità della nostra regione, andando addirittura contro una norma votata dai suoi stessi rappresentanti in Parlamento». L’esponente del M5S agita ancora i sospetti di inciucio, nonostante le smentite leghiste: «L’ostruzionismo di chi non ha consentito che vi fosse un avvicendamento già oggi continua a dare conferma ai nostri dubbi. Ovvero, che la Lega potrebbe aver teso una mano a De Luca in virtù di un accordo di cui non ci è ancora chiara la natura». Dal canto suo, il governatore sbotta: «La pazienza è finita, ci aspettiamo la correttezza e il rispetto dei fatti». De Luca brandisce la diffida al governo, inviata a febbraio. E ripete che «i commissari si nominano per due motivi: quando c’è una gestione finanziaria in deficit e quando non di raggiungono i Livelli essenziali di assistenza. La Campania ha raggiunto da 6 anni l’attivo di bilancio e da un anno l’obiettivo dei Lea, quindi qual è il motivo per parlare di commissariamenti?». I pentastellati però non demordono: l’obiettivo è riportare il caso Campania nel cdm di martedì prossimo. Il lungo ponte di aprile, e la Lega, però danno respiro a De Luca.