La legge Salvini perde pezzi

Con una sentenza del Tribunale di Firenze è stato sancito il dovere del Comune di Scandicci di iscrivere una persona richiedente asilo all'anagrafe comunale. In questo modo, è stato superato il divieto di iscrizione previsto dalla Legge sicurezza (Legge 132/2018)

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La Legge sicurezza e immigrazione voluta dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini come atto fondamentale della sua azione di governo perde pezzi giorno dopo giorno. Specialmente per quanto riguarda la prima parte, quella relativa ai diritti delle persone migranti e richiedenti asilo.

Uno spiraglio per i diritti dei richiedenti asilo da parte del Tribunale di Firenze che disinnesca i meccanismi di rigidità introdotti dalla redente legge Salvini

È di ieri la notizia del Tribunale di Firenze che ha riconosciuto, con un’ordinanza del 18 marzo, il dovere del Comune di Scandicci di iscrivere una persona richiedente asilo all’anagrafe comunale. In questo modo, è stato superato il divieto di iscrizione previsto dalla Legge sicurezza (Legge 132/2018), in quanto, tra le diverse motivazioni dell’ordinanza, si legge che “ogni richiedente asilo, una volta che abbia presentato la domanda di protezione internazionale, deve intendersi comunque regolarmente soggiornante”.
Dopo le sentenze di tribunali amministrativi e Cassazione che hanno sancito la non retroattività della Legge, bloccando le revoche dell’accoglienza e reintroducendo per una parte delle persone richiedenti asilo la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie cancellato dalla Legge, la normativa voluta dal Ministro dell’Interno perde un ulteriore tassello. In questo modo, la portata della sua prima parte si riduce in maniera importante, trasformandosi, almeno parzialmente, in un mero residuo ideologico.
Tuttavia, questo non vuol dire che l’intera logica della Legge sia stata stravolta. Da una parte, resta confermato l’impianto repressivo della Legge, tutto sviluppato nella seconda parte, che punisce in maniera abnorme le forme di protesta come i blocchi stradali o di difesa sociale come le occupazioni a scopo abitativo, mentre si va sgretolando l’attacco portato alle persone richiedenti asilo. Dall’altra parte, non è stato ancora messo in discussione il peggioramento del sistema di accoglienza che la Legge, in combinazione con la riforma degli appalti dei servizi di accoglienza, ha previsto (http://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegato_b_stima_costi_medi_di_riferimento.pdf).
Su questo ci sono già delle opposizioni e, soprattutto, è in atto un dibattito nello stesso mondo delle migrazioni e dell’attivismo antirazzista per un radicale superamento di questo sistema, ponendo, finalmente, al centro delle urgenze della politica italiana il tema del diritto alla casa, ovviamente per l’intera popolazione che vive nel territorio nazionale.
È evidente che un tema così importante come quello dei diritti delle persone richiedenti asilo e, più in generale, migranti non si possa lasciare alle politiche di propaganda. Occorre serietà. Occorre, come elemento preliminare, il rispetto delle persone. Una condizione minima che, evidentemente, occorre ristabilire nella politica italiana.