La minaccia dell’islamofobia

Ogni volta che si promuove l'idea che i musulmani siano una minaccia per la nostra civiltà, si alimenta inevitabilmente un clima di diffidenza e di odio verso di essi

0
202

L’islamofobia è una minaccia per tutti noi, dobbiamo riconoscerlo prima che la tragedia di Christchurch si ripeta. Non possiamo affrontare l’islamofobia se non riconosciamo la sua esistenza. L’abbiamo ignorata, abbiamo scelto di distogliere lo sguardo, abbiamo scelto di rifiutare di riconoscerla come un problema profondo sempre più radicato.
Gli attacchi contro le due moschee in Nuova Zelanda non possono essere spazzati sotto il tappeto dell’indifferenza affermando che gli attentatori siano attori isolati o individui disturbati. La minaccia è molto più grave e la responsabilità di affrontarla dipende da tutti noi.
Il tipo di islamofobia e la retorica anti-islamica che hanno guidato questi omicidi vanno ben oltre un individuo radicalizzato: è un filo che corre in tutto l’Occidente e dobbiamo affrontarla ora.
La tentazione è quella di archiviare il tutto e dichiarare gli assassini, che hanno tolto la vita a decine di persone che si riunivano per la preghiera del venerdì, come dei soggetti instabili colti da un raptus di follia. Sarebbe confortante pensarlo, ma sarebbe un errore.
La narrazione diffusa dei musulmani come invasori e le teorie islamofobe sulla “grande sostituzione etnica” che sarebbe in corso in Occidente, sono indelebilmente legati a questi atti efferati di terrorismo. Sarebbe oltraggioso non riconoscere che il bigottismo sfrenato e anti-musulmano, sempre più diffuso nelle nostre società, non abbia nulla a che fare con questa tragedia, costata la vita a quarantanove persone tra le quali il piccolo Mucad Ibrahim, di soli tre anni.
Ogni volta che si promuove l’idea che i musulmani siano una minaccia per la nostra civiltà, si alimenta inevitabilmente un clima di diffidenza e di odio verso di essi. E ogni volta che neghiamo la minaccia del bigottismo anti-islamico, o sottovalutiamo la portata di certa propaganda irresponsabile, diamo soccorso a coloro che attraverso i media, i social network, la politica, cercano di diffondere intolleranza e risentimento verso le comunità musulmane.
Oggi, come ogni altro giorno della settimana, i musulmani di tutto il mondo si raduneranno, in moschee e sale di preghiera per le cinque rituali preghiere quotidiane. Molti di loro avranno paura dopo i fatti di Christchurch, preoccupati che questo attacco possa annunciare una minaccia alla loro sicurezza. Un timore purtroppo confermato in queste ore da una circolare del nostro Dipartimento di Pubblica Sicurezza che mette in guardia da un possibile “rischio emulazione”.
Dobbiamo allora assicurarci che sappiano che non sono soli, che una società più ampia starà al loro fianco, una società che non li percepisce come comunità musulmane trapiantate in Occidente, ma come nostri concittadini a tutti gli effetti.
Loro sono parte di noi e noi di loro. Se facciamo diversamente, e permettiamo a questo evento di sfiorarci senza riconoscere ed estirpare le idee che lo hanno generato, allora è solo una questione di tempo prima che si ripeta.