La piattaforma Rousseau e la democrazia diretta

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Cèsar Bruno, medico salernitano residente in Colombia.


Abbiamo finalmente un nuovo Governo ma, a prescindere da ciò, vale la pena analizzare un po’ i passi precedenti. Tra questi, l’uso della Piattaforma Rousseau da parte del Movimento Cinque Stelle.
La domanda che è stata sottoposta agli iscritti è stata questa: “Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”
La domanda è stata del tipo plebiscitario, perché da rispondersi “Sì” oppure “No”. Quindi, non si trattava di cercare di sapere l’orientamento degli iscritti. Differente sarebbe stato aver dato agli iscritti diverse opzioni ed averli invitati a scegliere quella preferita. In tale caso, si sarebbe potuto avere un quadro dell’orientamento degli iscritti. Le domande di tipo plebiscitario non si possono considerare proprie di una “democrazia diretta” perché, tra l’altro, escludono la discussione. I plebisciti, storicamente, sono tipici di regimi dittatoriali e volti a legittimare decisioni già prese in anticipo.
Il 19 agosto del 1934, il popolo tedesco fu chiamato da Hitler alle urne per decidere in un plebiscito il futuro della Germania. La domanda posta fu questa: “La carica del Presidente del Reich è unita con quella del Cancelliere. Di conseguenza tutti i precedenti poteri del Presidente del Reich sono trasmessi al Führer e Cancelliere del Reich Adolf Hitler. Egli stesso nomina il suo sostituto. Tu, uomo tedesco e donna tedesca, sei d’accordo con le disposizioni contenute in questa legge?”. Tutti sappiamo il seguito.
Di casi simili ce ne sarebbero da ricordare molti. Ma non tutte le ciambelle escono col buco! Nel 1988, il dittatore cileno Augusto Pinochet volle prolungare con un plebiscito la sua permanenza al potere come Capo dello Stato. La domanda era molto semplice. La scheda aveva solo cinque parole: PLEBISCITO-PRESIDENTE DE LA REPUBLICA AUGUSTO PINOCHET UGARTE SI NO. Vinse il NO, e Pinochet se ne dovette andare. Nel 2010, Plablo Larraín raccontó nel bel film dal titolo ”NO”, la campagna elettorale e la vittoria.

CÉSAR BRUNO
Medico italiano residente nella Colombia, di origini salernitane, amante della scrittura e della riflessione.