La pop pubblicità ai tempi del Covid

Non più automobili, orologi o fard ma olio, vini, pizze e frittate di carciofi

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È tempo di lasciar perdere balocchi, velette, ciprie e profumi. Vanitas vanitatum, et omnia vanitas: bisogna tornare alle cose essenziali e a una bella frittata di carciofi. Le famiglie Fantozzi, abbandonati gli studi per i concerti e gli inni quotidiani sui balconi, si ritrovano finalmente riunite intorno ai fondamentali valori della tavola. Lo dice la pubblicità: non più automobili, non più orologi, non più fard, non più gioielli. I consigli per gli acquisti sono finalmente alla portata di tutti, a misura di pappa e ciccia, per la gioia dei reclusi tenuti a tarallucci e vino nelle domus auree nazional-popolari. In trionfo passano gli spot di acque, vini, olii, carni, pesci, pasta, riso, pizze, surgelati, provoloni, caciotte, salami, prosciutti, merendine, caffè, confetture, cioccolatini…
Una sfilata di prodotti che entrano nella lista dei desideri e nel mantra quotidiano dello “State a casa, lavatevi spesso le mani, mantenete puliti gli ambienti, fate esercizio…”. E per forza. Altrimenti tra salsicce, mortadelle, parmigiane, pastiere e panini i protagonisti dei prossimi bozzetti social di Tony Tammaro dovranno rivolgersi a integratori, farmaci e assicurazioni (sulla vita). Che poi, per fare esercizio ai tempi del Coronavirus bastano proprio le buste della spesa. Più sono colme, meglio è, per limitare le uscite e potenziare i muscoli: dal supermercato, all’automobile, all’uscio di casa, tutto deve rimanere incontaminato e, pesi quel che pesi, non può toccare terra. Una busta piena è il toccasana dell’uomo moderno: garantisce il moto aerobico, la tonicità del corpo, preserva un frammento di perduta libertà ed è un lasciapassare garantito ai posti di blocco. Ci sono persone che, non potendo più fare i Runner Boy, se la cuciono addosso con dentro due belle pagnotte di pane a lunga conservazione. Alle minacciose palette della polizia stradale rispondono con la busta, il pane e l’autocertificazione. Il tutto fa il paio con una certa ansia da prestazione, a fronte di lunghi e accurati preparativi, indispensabili per uscire di casa. Vestirsi, pettinarsi e, in alcuni casi, fare un po’ di maquillage è ormai un’operazione del tutto banale. La vera sfida consiste piuttosto nel saper seguire al meglio i protocolli di E.R. Medici in prima linea, Dr. House-Medical Division, Chicago Hope e Grey’s Anatomy. Il formulario è noto e consolidato: lavarsi le mani, indossare la mascherina (con il filtro per i professionisti di serie A, chirurgica per i comuni mortali), infilare i guanti, mettere il soprabito, prendere il disinfettante, direzionarsi verso l’uscio, togliere le pantofole, sostituirle con le scarpe (senza toccarle!), prendere le chiavi dell’automobile, quelle di casa, aprire la porta, passare, chiuderla con il piede, senza neppure sfiorare la maniglia. Da lì all’ingresso al garage non c’è che un passo, et voilà, il gioco è fatto. Ma attenzione alla sequenza. Perché se si sbaglia la successione e, per dire, si infilano prima le scarpe, dimenticando i guanti o la mascherina o le chiavi, bisogna per forza ripercorrere a ritroso i punti sette e otto, tornare al due o al tre e poi ripartire. E nemmeno è agevole indossare prima i guanti e poi la mascherina, soprattutto se non sai dove è finita (in tasca, in borsa, nel cassetto …) e poi, se la trovi, ti impiccia, si impiglia, si allenta, scivola, malauguratamente può anche finire per terra e tutto è da rifare. E così anche l’oroscopo si è adeguato. Ieri mattina mi ha preannunciato un evento straordinario: “riceverai un invito a una serata mondana alla quale parteciperai insieme alla persona amata”. Straordinario, davvero. Ma in che modo, caro astrologo farlocco, cialtrone, irriverente e derisorio? Dopo un po’ però ci ho ripensato. Ero io che non avevo ancora afferrato la novità astrologica, la grande portata sociale e antropologica di una nuova era di vaticini democratici. Tra i perduti balocchi, ciprie, velette e profumi, mi sfuggiva che l’invito mondano lo avevo già ricevuto: mio marito mi aveva chiesto di accompagnarlo a fare la spesa al supermercato. Pane amore e fantasia. L’oroscopo ha sempre ragione.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)