La Sardegna “intima” di Gatto riletta da Marcello Napoli

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Giovedì 7 marzo, alle 10,30, presso Villa Lanzara, sarà presentato il libro “Alfonso Gatto e il «continente» Sardegna” di Marcello Napoli. Dopo i saluti istituzionali, discuteranno con l’autore Alberto Mirabella e Rossella Liguori. Pubblichiamo di seguito la recensione al libro di Enzo Salerno.

Marcello Napoli, Alfonso Gatto e il “continente” Sardegna, Sarno, Edizioni dell’Ippogrifo, 2018

La copertina del libro di Marcello Napoli edito da Ippogrifo

Un’antologia di testi (didascalie, articoli di giornale, poesie) e di scatti fotografici che raccontano un viaggio in Sardegna. Ma anche la storia dell’amicizia che legò Alfonso Gatto e Marcello Serra. Si potrebbe leggere seguendo questa doppia traccia Alfonso Gatto e il “continente” Sardegna, ultimo libro di Marcello Napoli uscito nella collana ‘Itinerari’ delle Edizioni dell’Ippogrifo. Nel luglio del 1955 Gatto – collaboratore di Epoca – pubblica sulle pagine del settimanale quattro reportages dedicati al “continente” sardo, compiuti nei due mesi precedenti: Alghero, “la città libera”; “la Barbagia di Belvì”; i villaggi nuragici e la realizzazione di un “sogno da ragazzi” con il racconto dei fari. Compagno di viaggio – e ‘occhio’ fotografico a sostegno della penna di Alfonso Gatto – è il poeta e scrittore Marcello Serra. Opportunamente Napoli, nel saggio introduttivo (in parte ricavato da un altro suo scritto, sempre dedicato all’autore salernitano e stampato due anni fa nel volume collettaneo Un poeta in prosa) evidenzia le tracce lasciate dalla breve esplorazione sull’isola; che arricchiscono “il già profondo paesaggio e vocabolario interiore del poeta” e, soprattutto, gli permettono di condividere con Serra “molteplici aspetti paesaggistici e umani, speranze e inquietudini”. La Sardegna ricompare ancora nella poesia di Gatto con due componimenti del ’58, poi apparsi nella raccolta Osteria flegrea (Mondadori 1962): Funerale in Sardegna e Epigramma sardo. E infine in due articoli: sul “Giornale del Mattino” di Firenze Gatto recensisce il libro fotografico del suo “eccezionale amico” Marcello Serra (La Sardegna quasi un continente, 1959); mentre sull’“Unione sarda” giudica il romanzo I figli di Pietro Paolo di Antonio Cossu (1967). Ha ragione Francesco D’episcopo a definire questo libro di Marcello Napoli “un tassello non trascurabile” nel “mosaico di cronache meridionali” di Gatto; una testimonianza importante del faticoso lavoro di riscoperta “dell’anima segreta” di quello “sconfinato continente” che il poeta-giornalista aveva provato a interpretare attraverso i suoi reportages. Poeta e giornalista è pure Marcello Napoli che chiude il libro con un suo omaggio in versi ad Alfonso Gatto: il colophon riproduce la quartina composta nel 2009 (edita nello stesso anno in 30 copie da Pulcinoelefante, con un’incisione di Gaetano Bevilacqua Osnago) per celebrare il centenario della nascita: “Già le note del pentagramma/Attraversano le isole dei tuoi occhi/ Tra le cuspidi delle dita, il fumo/ Tremolante della sigaretta/ O un’eco di onde e di memoria…”.