In gelateria, Sandra, nonostante la mascherina, deve dare di certo l’impressione di essere una che non sa ancora leggere, ma che ha tanta voglia di un buon gelato.
Dall’altro lato del bancone un ragazzo molto gentile evidentemente percepisce la felicità della bambina per una coppetta post-quarantena.
Così inizia ad elencarle tutti i gusti, a partire dal cioccolato, il preferito di Sandra.
“Cioccolato” – e poi – “nocciola, nocciotella ….” – e di tanto in tanto la guarda, per cogliere un cenno di preferenza.
Ma mia figlia, la futura gelataia (perché è questo che vuole fare da grande), sta immobile, dritta, con gli occhioni imperscrutabili.
“Limone, fragola, vaniglia, menta, cocco ….” – continua il ragazzo, con tono entusiasta.
E torna a riguardarla, ma niente.
Sandra non dà cenni di preferenze.
“Pistacchio, banana, fior di latte, zabaione e frutti di bosco ….”.
Finiti.
Non ce ne sono più.
Il gelataio aspetta con la coppetta in mano e guarda Sandra che finalmente prende la parola: “Solo cioccolato!”.