La sfida di domenica del Pd nel “feudo” deluchiano

Per l'elezione del segretario nazionale, occhi degli osservatori campani puntati essenzialmente su Salerno: qui i seggi saranno ben 16, poco meno della metà di quelli di Napoli, nonostante il capoluogo conti una popolazione 8 volte superiore, e a fronte delle poche unità presenti negli altri centri come Avellino (5 seggi), e Benevento (soltanto 2). Il governatore sostiene Martina e Leo Annunziata al regionale

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A sinistra Nicola Zingaretti e, a destra, Maurizio Martina, che era sostenuto in Campania dal governatore De Luca

La Campania è la terza regione per numero di abitanti e il PD gioca proprio qui una battaglia molto particolare per la sua vita e il suo eventuale rilancio. Le elezioni per i segretario di domenica 3 marzo sono una verifica dello stato di salute di una compagine che ha espresso il presidente della Regione e che proprio intorno a questo ruolo da un lato serra le fila e dall’altro tenta di affermare una distanza dai metodi del governatore De Luca ritenuti da molti non più condivisibili. Se l’obiettivo dichiarato del Partito democratico è in Italia il raggiungimento del milione di votanti, molto di questa sfida passerà, quindi, dalla Campania. Nelle 5 province saranno 569 i seggi allestiti (aperti dalle 8 alle 20), con circa 2mila volontari impegnati nel sostenere le operazioni di scrutinio. Trentaquattro seggi  saranno allestiti nella città di Napoli, dove il partito è praticamente imploso, lacerato da lotte intestine negli ultimi anni intollerabili al punto da essere state punite severamente dagli elettori nel segreto dell’urna. Gli occhi degli osservatori sono puntati però essenzialmente su Salerno, “feudo” dell’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca che per anni ne è stato sindaco: qui i seggi saranno ben 16, poco meno della metà di quelli di Napoli, nonostante il capoluogo conti una popolazione 8 volte superiore, e a fronte delle poche unità presenti negli altri capoluoghi di provincia come Avellino, 5 seggi, e Benevento, 2 seggi; altrettanti sembra saranno predisposti a Caserta, dove è stato eletto nel listino il figlio del governatore De Luca bocciato sonoramente nell’uninominale di Salerno, dove è finoto in terza posizione dopo i 5Stelle e il Centrodestra.
Proprio Salerno è stata tra le città maggiormente decisive per il successo nel voto dei circoli campani di Maurizio Martina, candidato sostenuto proprio da De Luca: in città Martina ha ottenuto il 64% dei voti, vincendo la competizione su scala regionale con gli altri candidati chiudendo con il 51,04%. Più dietro Nicola Zingaretti, che ha ottenuto il 35,9% dei voti nei circoli della Campania, e Roberto Giachetti, con il 7,1%. In Campania si vota anche per il rinnovo della segreteria regionale e anche in questo caso, nel voto dei circoli, c’è stato il successo netto del candidato sostenuto da De Luca: si tratta di Leo Annunziata, sindaco di Poggiomarino, che ha ottenuto il 60,1% contro il 23,6% di Umberto Del Basso De Caro e il 16,2% di Armida Filippelli. Potranno votare per l’elezione del segretario e dell’assemblea nazionale e regionale del Partito democratico tutti i cittadini che dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Pd e di sostenerlo alle prossime elezioni. Per votare sarà necessario esibire il documento di riconoscimento e la tessera elettorale. I non iscritti al Pd dovranno pagare un contributo simbolico di 2 euro, mentre gli iscritti non saranno tenuti a farlo. Potranno votare anche gli stranieri regolarmente residenti in Italia e quelli di età compresa tra 16 e 18 anni, se registrati sul sito del Pd. Gli elettori riceveranno due schede, una per il Congresso nazionale, l’altra per il regionale, sulla quale troveranno i nomi dei tre candidati alla segreteria che hanno ottenuto più voti alla convenzioni, e cioè Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Votando il candidato segretario, si sceglierà anche la lista a lui collegata per eleggere i delegati che entreranno a far parte dell’Assemblea nazionale e regionale.