La tentazione Regionali di De Magistris

Con il sindaco di Napoli in campo pezzi di sinistra “anti sceriffo” e centri sociali. Sta riflettendo sul grande passo: una decisione entro il 20 giugno

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Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Ci sta pensando, si fa tentare dalla sfida a De Luca. Tra i suoi, c’è chi lo invita alla prudenza e chi, viceversa, gli chiede di provarci. Luigi de Magistris riflette sul grande passo per la Regione, e alla fine deciderà di testa sua. E ci sarebbe pure una scadenza, anche simbolica, entro cui sciogliere la riserva: il 20 giugno, giorno del suo compleanno. Nel quartier generale di DeMa, il movimento del sindaco di Napoli, da settimane si discute animatamente. E adesso è l’ora di tirare le somme. A un anno dalla scadenza del secondo mandato, l’ultimo, de Magistris guarda al suo orizzonte politico. Una strada dove sempre più spesso incrocia Vincenzo De Luca. E lo spazio inizia ad essere troppo stretto per tutti e due, fra scontri e provocazioni di intensità crescente. L’ultimo ring, tra lui e il governatore, è il Tar. La guerra delle ordinanze, una guerriglia di posizione, per stanare il rivale. A colpi di orari della movida, e divieti da smontare. Lo sceriffo De Luca stringe, l’anarchico de Magistris allenta, sognando la corona del popolo libertario. C’è vita oltre i lanciafiamme, oltre il regno della paura, dove De Luca domina incontrastato? Su questo si arrovella l’ex pm. Secondo il quotidiano ildesk.it, attorno a lui si starebbe coagulando un fronte anti sceriffo. Una coalizione alternativa, di matrice antagonista, ma non solo. «Un partito trasversale composto dalla rete di centri sociali – sostiene il sito -, sindacati indipendenti e di base, Fiom Cgil, comitati dei disoccupati, la rete delle coop vicina al potente al consorzio Gesco, la sinistra italiana, Rifondazione Comunista, aree e comitati ambientalisti, un’ampia fetta di militanti pentastellati vicini al presidente della Camera Roberto Fico e al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora». Sarebbero almeno 8 le liste pronte a schierarsi con il sindaco arancione. Nel progetto potrebbe confluire anche Potere al Popolo. «C’è qualcuno che si ostina a non voler vedere – scrive de Magistris sui social-, qualcuno che si gira dall’altra parte. Attraversando la città ho visto negli occhi la sofferenza, ho incrociato occhi pieni di lacrime e avvertito tanta voglia di vita, di riprendere una propria dignità, di ripartire davvero. È iniziata una fase nuova e chi continua ad arroccarsi su alcune posizioni nascondendosi dietro ad un’apparente tutela collettiva, un giorno non molto lontano dovrà rispondere davanti alla storia. Le guerre personali le lasciamo ad altri, noi continuiamo per la nostra strada». Parole da fase profetica, dallo sguardo non fisso sul presente. Arrivano all’indomani di un altro ko al tribunale amministrativo. Sugli orari del by night aveva perso un round con la Regione, stavolta è un comitato civico ad aver vinto al Tar. I giudici hanno bocciato l’ordinanza sindacale sull’aumento degli spazi per locali pubblici. Un no alle concessioni aggiuntive ai tavolini, per niente digerito a de Magistris. E il sindaco imbraccia la bandiera del ribellismo. Un segnale chiaro, secondo alcuni: il risveglio da campagna elettorale, un richiamo della foresta. «I licenziamenti, la povertà, il contagio criminale – disquisisce de Magistris – sono una realtà, non rappresentano né un timore e né una percezione personale. Entrare nel merito di un’ordinanza comunale sulla possibilità o meno di entrare nei parchi con un panino o una bici, o mettere in discussione la concessione a titolo gratuito di luoghi attrezzati per la somministrazione, non sono atti di superficialità, ma una risposta concreta per aiutare un settore in agonia, in fase terminale, un modo per riavviare un’economia circolare che per la nostra città è vitale! Non solo, sono anche modalità con cui si tutela ancora meglio la salute perché si scoraggia la concentrazione di persone sempre negli stessi luoghi». Quindi chiosa: «Io spero fortemente che non se ne accorgano troppo tardi, ed oggi è già tardi». Anche per questo, potrebbe decidersi a scendere in campo. In attesa di una scelta, prova pure a sviare. «Siamo in periodo elettorale ma io non farò campagna elettorale – giura durante Mattino Cinque- e posso dirlo: mafie e politica hanno una cosa che certe volte li unisce, ed è la ricerca del consenso. Non vorrei che si stia aprendo una stagione nel nostro Paese in cui consolideremo il voto di scambio, e vedremo quella mistura tra criminalità e una certa politica di cui bisogna liberarsi». De Magistris avverte: «È un tema che conosco bene al Sud ma che è italiano. È la filiera di chi controlla il denaro pubblico, chi è in condizione di salvare l’azienda e di poter assumere, e dice: ‘Ricordati al momento del voto che sono io che ti faccio vivere’». Anche su questo sta riflettendo, prima di decidere.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)