La quarantena è lunga, ma noi non ci annoiamo.
Coloriamo, scriviamo, giochiamo e cantiamo, cantiamo un sacco.
In questi giorni, il tormentone è “Occidentali’s karma”, con le mie tre scimmie (vestite) che ballano.
Non so come siano arrivate a questa scelta, ma non mi dispiace affatto.
Insomma, è un pezzo con un bel ritmo, da cui qualcosa possono imparare, ovviamente in maniera proporzionata all’età.
Non sarà per loro un’occasione per riflettere sull’“essere o dover essere”, ma per arricchire il lessico sicuramente sì.
Prendi Paola: “l’uomo del Neolitico”. Lo sta studiando in storia, quindi questo passaggio lo capirà.
Su “tutti tuttologi col web” Camilla, la più ferrata digital-girl di casa, non ha dubbi su cosa significhi e, fra qualche anno, si renderà perfettamente conto (lo so per certo: è troppo chic) anche di cosa siano le “gocce di Chanel”.
Sandra, nella semplicità dei suoi 5 anni, si fa delle grosse risate quando, nel video dei bambini, vien fuori “la scimmia nuda” che balla. E nulla di più.
Ma le parole – ho avuto modo di notarlo sulle mie figlie – si imparano un po’ per magia.
Ne trovano una nuova in una canzone, la leggono in un libro, la sentono da qualcuno e ne chiedono il significato, per poi saperla usare al momento opportuno.
Paola, che in quanto a bagaglio lessicale, essendo più grande, è la più ricca, a volte usa parole che neanche immagino conosca.
Quando, ad esempio, l’altro giorno si è fatta male il gomito, cadendo dalla spalliera di una sedia, e siamo andate al pronto soccorso, nel goffo tentativo di camuffare la sua imprudenza, la mia primogenita continuava a dire che si era trattato di un “fatto accidentale!”.
Accidentale!
Mi ha stupito che conoscesse questo termine e non so dove l’abbia imparato, ma sicuramente ha saputo usarlo.
Così capiterà anche per tutte le parole di “Occidentali’s Karma”.
Ora ascoltano, ballano e si divertono.
Sicuramente non sanno cosa vuol dire “dubbio amletico”, “panta rei”, “mantra” o “karma”, ma sono certa che, una volta che una sola delle mie figlie avrà imparato una parola nuova, presto la passerà anche alle sorelle, in un processo di apprendimento osmotico, e all’improvviso – “puff!” – saranno capaci tutte e tre di tirar fuori la parola giusta al momento giusto!
Sono queste le piccole soddisfazioni di una madre!
Sono questi i prodigi dell’apprendimento per imitazione!
E sarà indubbiamente per questa favolosa magia dell’imparar parole nuove che Sandra oggi, a fine pranzo, cantava …  “Accidentali’s karma!”.