La Terra agonizza e la politica non se ne cura

La catastrofe ecologica si accompagna, in questo periodo, a scriteriate scelte di politici che dimostrano di non aver a cuore gli interessi dell'umanità: da Boris Johnson a Trump, ai nostri malinconici esponenti del sovranismo in salsa popolaresca

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Trump con Matteo Salvini

Mentre si moltiplicano i segni di una crisi globale del pianeta, avvertiti dai ragazzini ma non dalle élite che governano il mondo, sembra che la politica oscilli tra il tragico e il ridicolo. Spesso ravvicinati fino a confondersi, spesso manifestati nei comportamenti dei medesimi individui. E così il cinico e perverso Boris Johnson, che ha forzato i termini dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, ingaggia uno scontro con il Parlamento come non si vedeva dai tempi di Carlo I Stuart, dimenticando che quella vicenda, allora, portò alla guerra civile a alla sua decapitazione. E ora, mentre milioni di giovani inglesi, dopo aver disertato le urne al referendum, dimostrano con rabbia la loro protesta, Boris decide di aprire un confronto con l’Unione Europea e invia una serie di lettere alla Commissione, in una delle quali chiede la riapertura del negoziato sulla Brexit e in un’altra smentisce la prima. E per giunta ‘dimentica’ di apporvi la firma! Siamo alla farsa. La tragedia rischia di essere la ripresa del conflitto in Irlanda e l’apertura di un processo di separazione della Scozia…
Più grave, perché già gravido di terribili conseguenze è il comportamento di un altro campione del ‘sovranismo’ dilagante, Donald Trump. Con uno dei suoi incontrollabili twitt annuncia unilateralmente il ritiro delle truppe americane rimaste a presidiare il confine nord della Siria, dove negli ultimi anni si sono svolti i feroci combattimenti contro l’Isis, il califfato islamico e di Abu Bakr al-Baghdadi che ha terrorizzato per anni l’occidente e che è stato sconfitto grazie al sacrificio sul terreno delle milizie curde. Di colpo, Trump decide di abbandonare i Curdi, gli alleati, alle ritorsioni del premier turco Recep Tayyip Erdoğan, un nuovo pretendente sultano che rivendica quei territori siriani come garanzia di sicurezza contro la presenza dei Curdi, che chiedono l’indipendenza e vengono considerati da Erdoğan, né più né meno che terroristi. Trump, dopo il primo twitt ne scrive un altro di rettifica, poi ancora uno di rettifica della rettifica. Fatto sta che le città curde già sottratte alla furia del Califfato dell’Isis, sono ora bombardate dall’aviazione turca, parte del secondo più potente esercito della Nato ampiamente armato e finanziato dall’Occidente, Italia compresa. Per dire ancora di come l’idiozia è male a sé stessa: i Curdi, abbandonati dagli alleati statunitensi, si sono rivolti perché li sostenesse al principale alleato del vecchio nemico, il presidente siriano Bashar Hafiz al-Asad, che rientra in gioco avanzando, anche lui, rivendicazioni sulle città del Kurdistan siro-iracheno.
In tutto questo ribollire di tensioni, accompagnato da immani incendi delle foreste amazzoniche e da accelerati processi di scioglimento dei ghiacciai, s’avanza, ineffabile lo scenario italiano! Con il governo Conte2 che prende vita dopo il delirio di onnipotenza di Matteo Salvini, favorito dal rigenerato Matteo Renzi, con Giggino Di Maio che vuole recitare, nel nuovo governo, la parte di guastatore che fu di Salvini, e Renzi che fa il… Renzi: l’inaffidabile partner di chiunque, che ha deciso di riprendersi il governo giocando la carta del leader già di centrosinistra che guardava al centro, che si propone ora come leader di centro che guarda a destra. Ora, ditemi voi: siamo o non siamo al ridicolo?