Non bisognerebbe fidarsi sempre ciecamente di quello che si legge sulla ‘quarta’ di un libro. Potrebbe infatti succedere che, qualche volta, ci si lasci ammaliare da un bella copertina e da un titolo ad effetto; oppure ci si faccia convincere dal successo di vendite o dal formato paperback in ristampa. I condizionali diventano d’obbligo ‒ a testimonianza dell’eccezione che conferma la regola ‒ se il libro in questione è Fragile è la notte, di Angelo Petrella. Fidatevi, invece, di Giancarlo De Cataldo e di Maurizio De Giovanni quando garantiscono per un “noir tagliente dal ritmo indiavolato” scritto dall’autore “più urticante di Napoli”. La prima indagine dell’ispettore Denis Carbone offre davvero tutto quanto questo: in una villa di Via Petrarca viene trovato il corpo di Ester Fornario, bellissima quarantaduenne ex moglie di un ricco imprenditore edile; la prima traccia fa pensare ad un assassinio a luci rosse ma la storia si svilupperà attraverso un intreccio narrativo molto più complesso che tira in ballo Servizi deviati dello Stato e malavita locale. La vicenda è ambientata a Napoli: si alterano le scene nei capitoli, dai quartieri alti di Posillipo ai Campi Flegrei, dagli interni cupi e grigi delle stanze della Questura a via Medina alle terre desolate di lavoro nero e di prostituzione di Lago Patria e di Castel Volturno. Tutto succede vorticosamente in un torrido mese d’agosto, con lunghissime giornate di caldo afoso seguite da notti insonni ma risolutrici per il finale del romanzo. A giganteggiare tra i personaggi è, in assoluto, la figura del protagonista Denis Carbone che Petrella riesce ottimamente a rappresentare evitando tutti i cliché tradizionali dell’ispettore da noir: bello, tenebroso e con tante donne pronte a cadere ai suoi piedi. L’umanissimo Carbone ‒ che pure non riesce a fare a meno delle Rothmans e delle bevute di Macallan, letali per il suo fegato ‒ è al contrario sentimentalmente perso in mezzo alla fisicità della collega Teresa e l’amore (o quello che lui crede essere tale) per la moglie Laura, da cui è separato. Ma anche in questo caso non mancherà la sorpresa finale. Figura tutt’altro che da eroe maledetto quella di Denis Carbone, innamorato della vita, del tennis, della buona musica e che avrebbe, senza problema alcuno, potuto pronunciare la frase posta in esergo al libro (tratta da Per chi suona la campana di Ernest Hemingway): “Il mondo è un bel posto e vale la pena di lottare per esso”. Lotterà e indagherà ancora Denis Carbone nella sua prossima indagine che sarà in libreria il prossimo 23 maggio. Di nuovo Napoli e di nuovo la nera notte a fare da sfondo ‒ già dal titolo La notte non esiste ‒ a questa nuova storia che, ancora una volta, saprà tenerci inevitabilmente “attaccati” fino alla fine alle parole di Angelo Petrella.