L’appello: «Sopprimete i 2 posti Covid al Fucito»

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I disservizi presso l’ospedale Fucito di Mercato S. Severino inducono a formulare drastiche proposte alla direzione del Ruggi che gestisce il plesso della Valle dell’Irno. Il consigliere comunale Carmine Landi chiede al sindaco Somma di ordinare la chiusura dei due posti Covid previsti presso l’ospedale. La richiesta è formulata in seguito al caos determinato dal continuo afflusso di pazienti positivi presso la fragile e malgestita struttura. Gli operatori del 118, infatti, continuano a dirigersi presso il pronto soccorso del Fucito, senza tener conto della limitatissima dotazione di postazioni Covid, appunto due. Ciò determina una continua sospensione delle attività ordinarie del pronto soccorso, sottoposto in continuazione a prolungate sanificazioni, il che priva un comprensorio di circa 80mila utenti del benché minimo presidio in caso di necessità. Si sono registrati molti disagi nei giorni scorsi in concomitanza con ricoveri ordinari determinati da affezioni acute sia addominali che cardiache. Landi ricorda l’esperienza pregressa di marzo scorso presso il Fucito, quando si registrarono ben sei morti nella struttura, che già riusciva a gestire a malapena l’ordinario e si trovò di fronte ad un aggravamento del lavoro e dei turni che non riuscì a gestire agevolmente.
Negli ultimi giorni il disagio è stato crescente, a causa di un numero di ricoveri certamente non adeguato alla struttura e ai soli due posti previsti per il Covid. La situazione è aggravata, inoltre, dalla carenza del “filtro” che dovrebbe essere operato da un Pronto soccorso, ancora senza un dirigente e vistosamente sotto organico. Le pressioni dall’esterno sono forti e qualche addetto ha consentito nei giorni scorsi un numero di ricoveri Covid non sopportabile per una struttura precaria, sempre più abbandonata al proprio destino dalla gestione distante e carente del Ruggi. Preso atto della situazione il consigliere Landi ha formulato la proposta che potrebbe far respirare il plesso confermando per le popolazioni dell’Irno un minimo di assistenza, che la pandemia sta mettendo continuamente in discussione. Ora la palla passa al sindaco, che certamente, come in passato è già avvenuto, chiederà un confronto con il direttore generale, prospettandogli più generalmente la questione di un ospedale che giorno dopo giorno va sempre più in affanno.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno in edicola oggi)