L’Asl molla i disabili. Liste d’attesa bloccate

Trasparenza: l’Anac chiama, ma l’azienda sanitaria non risponde. La Commissione regionale invia segnalazione all’Anticorruzione

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Liste d’attesa per la riabilitazione all’Asl Salerno, è mistero. Quasi tre settimane fa la Commissione regionale trasparenza chiedeva di renderle pubbliche, su sollecitazione di una sigla di categoria. Una richiesta caduta nel vuoto, fino ad ora. Parliamo di un settore delicato: la riabilitazione riguarda molti bambini, e tanti sono disabili, affetti da patologie gravi. Si ipotizza che i pazienti in attesa siano almeno 2.000. La storia inizia lo scorso dicembre. L’Anisap – associazione rappresentativa di più di 1.300 strutture e 26.000 addetti, in Campania 150 strutture e 3.000 dipendenti – invia una lettera all’azienda sanitaria, per chiedere il numero di pazienti nelle liste di attesa per la riabilitazione. Per legge, i dati dovrebbero essere sui siti web dei singoli centri. Per la maggior parte dei casi, tuttavia, le cifre non ci sono. La richiesta è dirimente. Senza i dati non emerge il fabbisogno reale. E senza fabbisogno, non si può programmare l’attività per il 2020. Ecco perché l’Anisap si rivolge all’Asl Salerno, alla quale dovrebbero pervenire le informazioni, inviate dai centri riabilitativi. L’Asl però non esaudisce la richiesta. Si arriva, allora, all’11 gennaio scorso. L’Anisap, stanca di aspettare, bussa alla Commissione regionale per la trasparenza. Tempo due giorni, e la Commissione scrive alll’Asl, chiedendo «di pubblicare i dati a loro trasmessi e di agire in tutte le sedi legali per far emergere la grave inadempienza». Dall’organismo regionale parte anche una segnalazione all’Anac per «verificare la mancata conformità a legge della Asl di Salerno». Nonostante questo, ancora tutto tace.

La mail dell’Anisap allla Commissione trasparenza. L’Anisap scrive – via pec – al presidente della commissione Valeria Ciarambino. Nella mail espone i risultati di un monitoraggio effettuato sul web. «Abbiamo svolto una semplice verifica su internet – scrive l’Anisap – da cui è risultato che su n. 30 centri che svolgono attività ambulatoriale/domiciliare: 1) n. 11 Centri non hanno un proprio sito; 2) n. 7 Centri hanno un proprio sito ma non comunicano la lista di attesa; 3) n. 12 Centri pubblicano la lista di attesa sul proprio sito. Di questi 12 centri: a) n. 4 specificano il n. dei pazienti in lista (tot. 511), ma senza indicare il tempo di attesa b) n. 8 indicano il tempo di attesa (media: 6,4 mesi per l’ambulatorio; 2,1 mesi per il domiciliare) ma senza specificare il n. dei pazienti».
Quindi, si formula un’ipotesi, basata su un calcolo. «Considerando il dato di 511 pazienti indicati dagli unici 4 Centri che specificano il n. dei pazienti e che rappresentano il 14,42% dell’intera riabilitazione fornita – prosegue la mail -, è più che prudenziale ritenere che per il totale dei Centri ci siano oltre 2.000 pazienti in lista di attesa, dei quali è facilmente immaginabile la grande parte siano minori».
La lettera di Ciarambino. Con una nota protocollata, Ciarambino sottopone il caso al direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, e all’Anac, autorità cui spetta la vigilanza in materia di trasparenza. A Iervolino, in particolare, si chiede «di provvedere a pubblicare tutti i dati (…) e, in mancanza del possesso di questi ultimi per mancato invio degli stessi, di agire in tutte le sedi legali per far emergere la suddetta grave inadempienza, ed ottenere un adempimento in forma specifica degli obblighi di pubblicazione oppure la risoluzione del contratto stipulato con gli enti inadempienti». Finora nessuna risposta.

(Tratto da Il Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)