Le eco-balle di De Luca: «Rimosse entro il 2023»

Il governatore già promise di eliminarle per il 2019, ma sono quasi tutte lì

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Era il novembre 2015, e Matteo Renzi annunciava un programma da 450 milioni di euro in 3 anni, per eliminare le ecoballe in Terra dei fuochi. E nel giugno successivo, il governatore Vincenzo De Luca garantiva di rimuovere la montagna di rifiuti «entro tre anni». «È la bonifica più grande d’Europa» ripeteva con modestia. Invece è andata male: le ecoballe sono quasi tutte lì. Ma oggi, magicamente, si riavvolge il nastro. Come se nulla fosse. «Puntiamo a completare per il 2023, sarà un miracolo nelle condizioni date» promette ancora De Luca. E fa niente, se qualcuno ci aveva creduto, alla scadenza del 2019. «Il primo capitolo che avevamo avviato – spiega De Luca – era la rimozione delle ecoballe portandole fuori Regione, ma dal 2017 tutti i Paesi del mondo hanno chiuso le porte. Parlo di Cina, Portogallo, Spagna, Romania, Marocco, Tunisia, altri Paesi in Africa e Asia». Blocchi internazionali, a remare contro. E il faraonico piano è rimasto sulla carta. «Hanno messo in difficoltà – sostiene il governatore – anche i soggetti che si erano aggiudicati le prime gare per la rimozione di parti della quantità biblica di ecoballe. C’è stato un momento tormentato, equivoco, oscuro, come quello in cui dal Marocco arrivarono proteste per una nota falsa della Regione Campania sullo smaltimento di rifiuti nucleari della Campania. Tutto falso e con la mia firma falsa». Insomma: falsa la firma, e false le speranze di rimozione. Ma ecco le nuove promesse. «Ad oggi – si giustifica De Luca – abbiamo rimosso 700.000 tonnellate di ecoballe ed entro fine anno arriviamo a 800.000 tonnellate. Oggi parte una filiera con 1,2 milioni di tonnellate di ecoballe che saranno trasformate in combustibile solido secondario, a Caivano e con lavorazione a freddo». E ai malpensanti, il presidente manda a dire: «Ovviamente ci siamo assicurati che ci fosse la domanda del combustibile secondario e ci siamo garantiti uno sbocco di mercato. Nel contratto con A2a per 212 milioni di euro è comunque previsto che lo smaltimento del combustibile sia di loro competenza, quindi se lo portino in giro per il mondo ma non qui». Le prime tonnellate di combustibile? «Per marzo» dice l’assessore all’ambiente Bonavitacola. A scanso di equivoci: del 2021.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)