Ore 23.45
Mio marito è in camera con le bambine, che non dormono ancora.
Camilla legge “Zanna Bianca”, Paola “Harry Potter”. Sandra sillaba, per poi ripetere tutte d’un fiato, le parole di non so quale racconto: “SSSA-li-ro-no” (con la ESSE a zeppola di Jovanotti) e poi di corsa…“SSSALIRONO”!
Ogni tanto chiedono al papà il significato di qualche termine.
E mio marito risponde, puntuale, e con tanto di etimologia.
Dieci minuti prima. Ore 23.35
Mio marito è in camera con le bambine, che non dormono ancora.
Ha acceso il planetario, che ha portato Babbo Natale, e contempla le costellazioni, che il gioco proietta sul soffitto, assieme alle sue tre stelle, Paola, Camilla e Sandra.
Dieci minuti prima ancora. Ore 23.25
Mio marito è in camera con le bambine, che non dormono ancora e, con eleganza e raffinatezza, ma anche con fermezza, come se fosse una competenza imprescindibile, chiede loro di ripetere la corretta pronuncia di croissant!
Hanno sentito questa parola in un episodio di Topolino stasera.
Perché mio marito così ha abituato le figlie: dopo aver visto un film tutti insieme sul divano, mentre io mi avvio a letto, mette un cartone della Disney.
Se lo guardano tutti e quattro insieme ed è il quarto d’ora che suggella la fine della giornata. Mio marito passa poi alla fase didattica e stasera tocca a croissant.
“Ripetete con me” – dice – “CRO-IS-SÀNT”.
-“CR-ÒI-SS-A-NT”, esclamano con le loro vocine acute le bambine.
– “Ditelo meglio”, insiste mio marito. Arrotonda la R e accenta bene l’ultima: “CRO-IS-SÀNT”.
Le bimbe ripetono in coro: “CRRRO-IS-SÀNT!!!”.
Ma che ci troverà mio marito di tanto importante in croissant e perché insista tanto sul francese stasera, come se domani dovessimo o potessimo partire per Parigi o almeno per Menton … non lo so!
Certo che ogni occasione è buona per imparare qualche parola ed evidentemente il lessico italiano di Topolino le bimbe ormai lo conoscono, perciò è passato al francese.
No, perché poi – permettetemi di aprire una parentesi – a un certo punto bisogna pure dire basta a tutti questi cartoni animati di Topolino & company.
Per questo, da qualche giorno siamo passati ai film veri!
Il primo è stato “La banda dei Babbi Natale” di Aldo, Giovanni e Giacomo.
C’erano sì i Babbi Natale. C’era, però, anche qualche parolaccia: tuttavia abbiamo spiegato alle nostre tre stelline che ci sono parole che si dicono nei film, ma che non vanno assolutamente ripetute.
E loro hanno capito.
Allora abbiamo visto anche “Così è la vita”, sempre di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Anche lì qualche parola fuori posto, ma il film ha lasciato spazio a varie domande, soprattutto da parte di Paola: la vita, la morte… quesiti esistenziali!
E anche qui le nostre stelline hanno capito che ci sono delle parole che si dicono nei film, ma che non vanno assolutamente ripetute!
Allora, sempre di Aldo, Giovanni e Giacomo – ormai è il loro trio preferito – abbiamo visto anche “Chiedimi se sono felice”. Qualche parolaccia, ma oramai le nostre figlie sanno che si dicono nei film. E basta.
Così, ieri sera, prima delle costellazioni, prima di “Harry Potter”, “Zanna Bianca” e di chissà quale altro racconto,  soprattutto prima di crrro-iss-ànt, abbiamo visto “Tre uomini e una gamba”. Le bambine, ormai abituate ai film, hanno seguito attentamente.
Anche Sandra, che pure si diceva stanca, ma “solo a un occhio”.
Ore 23.20
Mio marito è in camera con le bambine, che non dormono ancora.
Paola, mentre si infila il pigiama, sul suo letto soppalcato, gli chiede candidamente:
– “Papà, qual è l’etimologia di ‘vaffanculo’?”
E mio marito, esperto di stelle, di “Harry Potter”, “Zanna Bianca” e di chissà quale altro racconto, lui che nelle sue risposte parte sempre con “dal greco…” o “dal latino…” si trova in difficoltà e – un colpo di tosse – risponde:
– “Ma non vuol dire nulla in particolare… è solo un modo di dire…”.
Mai risposta fu più piatta.
Eppure Sandra, che aveva sonno, anche se solo a un occhio, si alza in piedi sul letto e ripete, urlando, paro paro, la telefonata di Aldo al vecchio, scandendo e accentando:
“Va-ffan-cù-lo, VAFFA-NCÙ-LO, V-A-EFFE-EFFE-NCÙUULOOO…”.
Mio marito resta muto e allibito.
Intervengo allora io, fingendo noncuranza: “papà ha fatto bene a insistere sulla pronuncia di croissant … Ma a questo punto dobbiamo passare subito alla divisione in sillabe!”.
E comunque stasera “Flubber”, con Robin Williams, per Walt Disney Pictures.