Le Luci non brillano: Salerno ai margini del turismo

Il capoluogo non si allinea alla crescita dei flussi campani. I bilanci propagandistici smentiti dalle gelide cifre dell'Istat

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Dal 15 novembre 2019 a oggi 19 gennaio le Luci d’artista hanno abbellito la città di Salerno. Frotte di turisti sono arrivati in città da ogni dove e, al di là facili entusiasmi, proviamo a capire con il rigore e la logica delle statistiche le ricadute economiche per la città e il circondario. Da un punto di vista generale, vi sono due limiti a un’economia basata sul turismo. Il primo è che gli arrivi sono pochi, modesti e quindi non cambiano le sorti degli affari se non per pochi, dettaglianti e albergatori, trattandosi di turismo di massa. Il secondo è che sono troppi per una città che non riesce a contenerli, se non a prezzo di qualche disagio per i residenti. A quel punto la moneta cattiva scaccia quella buona e, come accade in alcuni posti della Penisola, l’economia è monotematica e vive solo di quello, con ricadute non positive in termini di affitti, congestione, inquinamento, spopolamento da parte dei residenti. Non trascuriamo anche aspetti connessi all’evasione fiscale. Pensiamo al caso di Venezia, o di Amalfi e Capri. Oggi è certo che se uno vuole vivere tranquillo non va a vivere in quei posti e, se ci vive, pensa di traslocare quanto prima. Usiamo i dati Istat per il 2018, ultimi disponibili, e consideriamo gli usuali indicatori riferibili agli arrivi e alle presenze. In Italia nel 2018 si è registrato a livello nazionale un nuovo massimo storico e il nostro paese si colloca in Europa al terzo posto dopo Spagna e Francia. Guardando alle presenze negli esercizi ricettivi, residenti e non, la Campania è in buona posizione con 22 milioni di presenze, ma di certo è molto lontana dal Lazio (37 milioni) e da molte altre Regioni del Nord. All’interno di questa torta regionale il peso di Salerno è davvero modesto. Pur non pubblicando, i dati a livello comunale, l’Istat da qualche anno rende nota una interessante statistica sui primi 50 comuni italiani per numero di presenze negli esercizi. Tra i primi troviamo i capoluoghi di Roma, Venezia, Milano e Firenze, con quasi il 15 per cento dell’intero movimento turistico. Il 50esimo comune è Bibbona con circa 1 milione di presenze, pari allo 0,3 per cento del totale nazionale. Al 38esimo posto troviamo Forio, al 41° Ischia, al 18esimo, in ottima posizione, Sorrento, con quasi 3 milioni di presenze. Napoli è all’11° posto con 3,7 milioni. Da questa graduatoria estremamente utile deduciamo che Salerno fa sicuramente meno di 1 milione di presenze e si colloca quindi su posizioni marginalissime, sia sul totale regionale, sia su quello nazionale. Questi dati consentono di fare una fotografia molto attendibile perché si ragiona su flussi in termini numerici e non di percentuali. È chiaro che Salerno, partendo da numeri irrisori, se aumenta, ad esempio, di poco in valore in assoluto in valore percentuale raggiunge il 200/300 per cento, come a volte si legge. La realtà è diversa e le ricadute economiche non sono in grado di risolvere gli innumerevoli problemi della città-giardino. Non sarà una iniziativa turistica di pochi giorni a cambiarne il destino, come l’arida sequela di dati sta a dimostrare.

(da Il Quotidiano del Sud-L’ALTRAVOCE della tua Città)