Le presunte offese a Rachidi arrivano in Parlamento

La parlamentare Anna Bilotti chiede al ministro della Salute di conoscere di quali elementi si disponga per valutare se le denunce del giovane ivoriano siano fondate e quali provvedimenti siano stati adottati verso il personale dell'ospedale di Curteri. La Procura di Nocera indaga per le frasi razziste rivolte al giovane e la mancata assistenza

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Il ventenne ivoriano Souleymane Rachidi fu davvero insultato e non assistito presso l’ospedale di Curteri? Il giovane insiste nella sua denuncia, che ha trovato molte solidarietà specie nella Valle dell’Irno dove vive, l’ospedale nega e sostiene che gli insulti di una infermiera in servizio presso il pronto soccorso fossero rivolti ad un addetto del 118 e non al giovane di colore. Sull’episodio indaga la procura di Nocera Inferiore, ma ora c’è anche un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Anna Bilotti che rilancia la questione, in cerca della verità dei fatti. L’atto parlamentare è rivolto al ministro della Salute.
«Premesso che nella notte tra sabato 23 e domenica 24 febbraio 2019 è stato trasportato da un’ambulanza presso il pronto soccorso dell’ospedale Amico Gaetano Fucito di San Severino un ragazzo di 20 anni di origine ivoriana che lavora e vive in provincia di Salerno. Il ricorso d’urgenza alle cure sanitarie era causato da problematiche respiratorie. Da quanto risulta da organi di stampa e da testimonianze dirette – ricorda la parlamentare – al paziente sarebbe stato riservato un trattamento tutt’altro che consono ai livelli minimi di assistenza garantiti da servizio sanitario nazionale. In particolare, uno degli operatori presenti avrebbe pronunciato ripetutamente frasi ingiuriose di chiaro intento razzista al punto da costringere il giovane a rifiutare le cure per poi rivolgersi nella notte stessa ad altra struttura sanitaria. Il fatto, così documentato dall’interessato con video rilanciato sui social network, ha destato sgomento ed è stato riproposto anche da testate nazionali. L’episodio è stato stigmatizzato dai sindaci dei comuni di San Severino e Pellezzano, comuni che fanno riferimento alle comunità presso cui il giovane vive ed è perfettamente inserito. Nella giornata successiva il direttore sanitario – continua l’onorevole Bilotti – predisponeva un’indagine interna che avrebbe in poche ore sollevato il personale medico e paramedico da ogni tipo di responsabilità, mentre il ragazzo confermava i fatti discriminatori». A questo punto, la parlamentare chiede di conoscere «di quali elementi disponga il Ministro interrogato in merito a quanto esposto e quali iniziative di competenza intenda adottare per assicurare la correttezza dei comportamenti del personale sanitario e tutelare la dignità e il decoro del servizio pubblico prima ancora della salute».