Lega-Fi, volano gli stracci

Salvini liquida Caldoro e attacca Berlusconi. E Forza Italia ora medita il divorzio

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È scontro aperto tra Forza Italia e Lega, e il centrodestra rischia l’implosione in Campania, fino al clamoroso divorzio. Una bomba deflagrata ieri, con la visita di Salvini. Ma il timer era innescato da tempo, covando tra i reciproci sospetti. In un colpo solo, il capo leghista ufficializza il no a Caldoro, e lancia un attacco frontale a Berlusconi. L’anziano leader è stroncato per la linea dialogante sul governo. E si aggiunge l’ombra dell’inciucio su futuri esecutivi di unità nazionale, magari sotto lo scudo di Mario Draghi. Salvini però non demorde, e annuncia «entro lunedì» il nome del candidato, da proporre agli alleati. Ma sarebbe forse meglio dire imporre, in barba agli accordi nazionali. Intese secondo cui la Campania spettava a Forza Italia. Per legittimarsi, Salvini invoca la forza dei numeri, da sbattere in faccia ai soci del centrodestra. A Napoli, prima tappa del tour campano, snocciola un sondaggio: «La Lega è al 15% in Campania, Fi al 14%, FdI al 12%. Il centrodestra parte dal 40%, la Lega sarebbe il primo partito». Poi precisa: «Ma non impongo nulla. Se c’è un candidato che mette d’accordo tutti, non ho smanie di mettere bandierine, purché incarni la voglia di cambiamento e la completa differenza rispetto a De Luca». Invece, la prova di forza è dietro l’angolo: il Carroccio vorrebbe un candidato civico. Il nome più gettonato è il giovane armatore Guido Grimaldi. Un manager da tempo accreditato di un feeling con Salvini. «Ci sono – esemplifica il segretario leghista – tanti imprenditori, società di armatori, produttori del tessile, innovatori e uomini di giustizia. Conto che si metta a disposizione del cambiamento il meglio della società civile». Il cambiamento, per lui, non è certo il governatore uscente («quello dei fantastici 4: De Luca, De Mita, Mastella e Pomicino»). Ma neppure il candidato designato da Berlusconi, ossia Stefano Caldoro, come intuito da mesi. «Caldoro è una brava persona, ma – lo liquida – i campani che scelgono Lega chiedono il cambiamento». E ce n’è per lo stesso Berlusconi. «A volte – sbotta Salvini – non lo capisco. L’ho sentito dire sì al Mes, il fatto che usi la stessa lingua di Renzi e Prodi mi lascia dei dubbi. Ho letto di disponibilità ad altri governi, per la Lega prima questo governo va a casa e gli italiani si esprimono, meglio è». Dopo le bordate agli alleati, Salvini si dedica a De Luca. «La camorra – ribadisce – fa più soldi di prima nella gestione dei rifiuti, grazie all’incapacità della Regione». A De Luca lancia perfino una sfida ad un confronto pubblico. «Anche domani mattina – dice-, su come risolvere il problema dei rifiuti, più importante del colore della montatura dei miei occhiali, considerata invece una delle principali preoccupazioni del governatore». Ma stavolta Forza Italia ripone i toni felpati, sinora privilegiati, per ragioni tattiche. «Fatichiamo sempre di più a comprendere le uscite di Salvini sul presidente Berlusconi e Forza Italia – dichiara il coordinatore regionale Domenico De Siano-. In un momento di crisi senza precedenti, anziché prendere ad esempio le efficaci ricette liberiste e l’impegno a tutela di famiglie, professionisti, lavoratori e attività produttive, proposte da Berlusconi, Salvini si dedica alla mera propaganda». E sul siluramento di Caldoro, aggiunge: «Per noi l’unità della coalizione è imprescindibile, ma rivendichiamo rispetto reciproco e respingiamo ogni tentativo di prevaricazione». A sparare ad alzo zero, tuttavia, è un post del coordinatore forzista della Grande Città di Napoli, Stanislao Lanzotti. «Penso che Salvini – scrive – abbia un accordo sotto banco con con il governatore uscente della regione Campania visto che, dopo la passerella napoletana ha preso tempo e non ha sciolto la riserva sul candidato presidente». La controffensiva è il segnale di una guerra fredda, in atto da mesi. «Salvini – spiega una fonte di Forza Italia -, per prima cosa ha attaccato il Cavaliere, poi ha bocciato di nuovo Caldoro, e infine è venuto anche a fare campagna acquisti da noi». Si parla, infatti, dell’approdo nella Lega di Severino Nappi, ex assessore regionale al lavoro, e del consigliere regionale Gianpiero Zinzi. Due new entry presentate proprio ieri, da Salvini. «Così facendo – spiega l’interlocutore – la Lega dimostra di non fregarsene niente degli interessi di coalizione, ma di pensare solo ai propri». A questo punto, tutto è possibile. «Anche che – vagheggia la fonte – in Campania ognuno vada per la sua strada». La risposta, dal vertice tra i leader, convocato per la prossima settimana a Roma. Forse.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)