I 20 gol del Cuneo e la politica calcistica accondiscendente

A metà stagione emergono i misfatti delle fideiussioni del periodo estivo e i campionati restano inevitabilmente falsati

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Il venti a zero, risultato con cui si è conclusa la partita-farsa tra Cuneo e Pro Piacenza, viene da lontano, da molto lontano. Viene da una politica accondiscendente dei vertici del calcio, quali essi siano, che ha consentito da tempo – senza rispetto delle regole (che ci sono) – autentici scempi in campo calcistico. Troppa bontà o troppo lassismo hanno consentito negli ultimi tempi iscrizioni ai campionati di Lega Pro di squadre che non potevano e non dovevano essere ammesse. Fideiussioni farlocche, sottoscritte da società non autorizzate a emetterle, hanno imperversato e continuano ad imperversare senza che i vertici del calcio si pronuncino definitivamente con i fatti. Le fideiussioni o sono valide o non lo sono. Vie traverse non ci sono. E invece ci sono ritardi, omissioni, coperture più o meno lecite, favoreggiamenti.
Qualche società, tipo Matera, è stata iscritta all’attuale torneo di serie C pur presentando notevoli crepe finanziarie. Inascoltato in proposito il grido d’allarme del Fc Aprilia Racing Fondi che all’indomani della conclusione del campionato 2017-18 aveva chiesto la retrocessione della squadra lucana per aver commesso gravi irregolarità economico-finanziarie, non sanzionate dalla Procura Federale nel corso della stagione sportiva.
In proposito, il Tribunale Federale Nazionale, sezione Disciplinare, riunito in data 2 agosto 2018 emise una discutibile sentenza di inammissibilità della richiesta avanzata dal Fondi. Ecco, il Diritto. L’Italia, è vero, è la Patria riconosciuta del Diritto, ma la gente comune si chiede: se ci sono irregolarità accertate, perché si deve attendere tanto tempo per emettere una sentenza definitiva?
Alla fine, poi, a distanza di tempo, tardivamente, emergono tutte le magagne che hanno interessato una società come il Matera, esclusa qualche giorno fa dal campionato dopo aver rinunciato a quattro gare e dopo aver fatto giocare i ragazzi del vivaio per più partite.
Ironia della sorte, l’attuale patron dello stesso Matera, Rosario Lamberti, in una intervista rilasciata a “Sportitalia” il 4 febbraio, ammette candidamente: “Tenuto conto di quello che è accaduto, il Matera non doveva essere iscritto al campionato. Intanto posso dire che sosterrò la causa del presidente del Racing Fondi che aveva chiesto ad inizio stagione il ripescaggio al posto del Matera proprio perché questa società non meritava di essere iscritta al campionato”. Ditemi, per favore, che non siamo su “Scherzi a parte”
Certo, tornando alla gara Cuneo-Pro Piacenza, fa specie leggere di un punteggio altisonante conseguito tra due squadre composte da atleti che sulla carta dovrebbero essere professionisti ma che – alla prova dei fatti – proprio tanto professionisti non sono se una delle contendenti schiera sette ragazzini e addirittura il massaggiatore. I calciatori del Cuneo, è vero, non hanno avuto la mano leggera, hanno imperversato su una mezza banda di ragazzini e forse avrebbero potuto essere meno spietati. Di certo, nella fattispecie, non ha vinto il calcio. Che tristezza!