L’euro ha vent’anni ma è invecchiato male

Per l'ex premier Monti necessario riformare la moneta unica e considerare gli investimenti fuori dal deficit

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Sono vent'anni di euro, ma da più parti si denuncia l'incompletezza della riforma varata nel 1999

Ricorrono i vent’anni dall’introduzione dell’euro e tutti i giornali, chi più chi meno, celebrano l’evento. Tra le varie sintesi, efficacissima appare quella de La Stampa di Torino che sottolinea l’incompletezza della rivoluzione introdotta due decenni fa. Giù i tassi – sottotitola il giornale diretto da Maurizio Molinari – ma i governi non ne hanno approfittato per spendere e le imprese non hanno colto al volo l’occasione per innovare. Insomma, un’offerta di modernità scambiata per ammortizzatore monetario e barriera protettiva.

L’ex premier Monti invoca una radicale riforma dell’euro

Significativa l’intervista di Marco Zatterin all’ex presidente del Consiglio Mario Monti che, contrariamente alle previsioni, difende sì la moneta unica ma al contempo ne invoca una radicale riforma. L’euro ha salvato l’Italia da una forte inflazione – questo il ragionamento di Monti – ma ora occorrerà rivedere ogni cosa e, soprattutto, prevedere che gli investimenti degli Stati siano calcolati fuori dal deficit. Cadrebbe così uno dei vincoli più paralizzanti soprattutto ai fini della crescita. Tra le altre proposte di Monte c’è quella di togliere la flessibilità che è un meccanismo opaco e non aiuta effettivamente gli Stati e un intervento immediato per ridurre la concorrenza sleale basata sulle tasse.