“Vestitevi, presto, scendiamo!”
Il diktat arriva da me.
Pur di avere figlie autonome e indipendenti e (soprattutto) pur di non muovere un dito con questo caldo, accetto di tutto… Anche se il rischio c’è, eccome!
Di solito, la scena che mi si presenta è questa: Paola casual, Camilla chic, Sandra sportiva.
Ma nel dettaglio.
Paola con pantaloncini o gonna e maglia, fino a qualche settimana fa, molto male abbinati.
Il dubbio le veniva pure e chiedeva conferma al padre, il quale, però, è solito fare degli accostamenti altrettanto improbabili e puntualmente le rispondeva “va bene” (mentre non andava bene per niente…).
Ma ho risolto così: ho preso degli shorts per la maggior parte di jeans o di stoffa a tinta unita. Colori, insomma, con cui è difficile sbagliare.
Le scarpe, poi, rigorosamente chiuse: i sandali Paola li considera scomodi come un tacco 12, senza plateau. Quelle alte e femminili, che non vede l’ora di indossare, invece, Camilla.
La mia secondogenita, fosse pure che dobbiamo andare al supermercato, è solita pescare nell’armadio il vestito più elegante, quello che metto in fondo in fondo, coperto dal cellophane, che tanto lo si indossa sei volte in tutto, con tre figlie, ma niente: le sue manine arrivano ovunque vi siano perle e perline e regolarmente mi si presenta coperta di pizzi e volant. Lei è così, mi è nata contessa…
Ma contessa d’età barocca, piena di fronzoli. Alla ricerca di mille accessori: cappello, borsa, collana e collanina, bracciali e braccialetti e, nei capelli, mollette, cerchietto, elastici.
Insomma dal glamour al kitsch il passo è breve…
Ma ha solo 7 anni. Sono certa che, crescendo, saprà indirizzarsi verso il buon gusto.
D’altro canto, è palesemente alla ricerca del fare le cose nel modo giusto e con raffinatezza.
Ieri, per dire il tipo, giocava ad avere come ospiti i suoi pupazzi: ebbene apparecchiava la tavola con il libro di Csaba sulle buone maniere!
E mentre passavo accaldata, con la bacinella dei panni da stendere e i capelli legati alla meno peggio, lei, seduta, con le gambe di lato, mi chiedeva conferma, con voce soave: “Il coltello a destra, vero, mamma?”
Se Enzo Miccio ha scritto un libro sull’abbigliamento, Camilla presto me lo chiederà…
Poi c’è Sandra, la più pericolosa.
Non vede la differenza tra abbigliamento da casa e per uscire. Un pigiama e una tuta, per lei, sono la stessa cosa: ci sta comoda!
E allora, seppure qualche volta anche lei, come Camilla, punta all’abito da cerimonia, per il 99% dei casi è un vero disastro.
Anche perché, nel dubbio, chiede a Paola che, vedendola coperta, dice “Ok!”.
Insomma, di solito do il diktat perché non voglio muovere un dito, ma capita spesso che debba metterci la mano intera.
E, più spesso ancora, tutte e due le mani!
Tranne oggi.
Oggi le mie figlie si sono vestite benissimo. E da sole!
Paola un paio di shorts di jeans e una maglietta a fondo giallo.
Benissimo!
Camilla una gonna di tulle bianca con fiorellini blu e maglia blu, stessa tonalità.
Benissimo!
Perfino Sandra è tutta un trionfo cromatico ben abbinato!
Eppure non era per niente facile. La gonna che ha indossato è coloratissima: in vita pois bianchi su fondo verde brillante, che sfuma al verde chiaro nella parte centrale, fino al bianco, nella fascia bassa, che è un bel campo fiorito.
Ebbene, come abbinamento Sandra ha scelto una maglia a fondo bianco, con un’immagine piccola sul davanti, che ha dei pois verdi.
Ottimo!
E così, mentre l’aiuto con la cerniera, mi complimento con la mia terzogenita.
“Brava, Sandra, hai abbinato perfettamente la maglia alla gonna! Non era semplice …”
“Sì, mi ha aiutato Paola” – dice lei in umile sincerità.
Ma benissimo!
“Ero indecisa tra due maglie” – continua Sandra, che ultimamente è molto dettagliata in ogni cosa che racconta – “e allora ho chiesto a Paola che ha… (notato i pois al negativo, penso io …) … che ha fatto … AMBARABÀCICCÌCOCÒ!”.